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“A New Milan”: Bravo Leonardo!

“A New Milan”: Bravo Leonardo!

“A new Milan” questa è lo slogan del nuovo sponsor tecnico rossonero Puma, che tra l’altro – concedetemelo – è riuscito nella missione di creare una delle maglie più belle degli ultimi anni, la prima.
Un nuovo Milan che nasce, che riparte e lo fa dal nuovo presidente Scaroni (presente ad entrambe le conferenze stampa, sia quella di presentazione di Leo che di Higuain e Caldara) e dall’eleganza di Leonardo, nuovo direttore dell’area tecnica.

Un Leo che da la sensazione di essere totalmente a suo agio e che cala già il primo “bluff”: “Morata? Higuain? No, non credo che siano colpi fattibili ora..” o qualcosa del genere, questo disse con sguardo serio durante la sua prima conferenza. E poi? Il resto è storia, oggi era seduto affianco a Caldara e proprio a quel Gonzalo Higuain “infattibile”, giustificandosi con un sereno “durante la prima conferenza era infattibile, poi son cambiate le cose…è il mercato..”.
Certo, è il mercato, è vero. E leonardo ha gestito la prima trattativa da dirigente rossonero in maniera esemplare:
– Volete Bonucci? Ci date Caldara.
– Caldara con Recompra? Nemmeno per sogno.
– Higuain? Sì, ma dobbiamo rispettare il FFP, troviamo la quadra.

Ed eccoli qua, al Milan arrivano tra tifosi in festa, Caldara e Higuain.
Uno dei top difensori italiani dei prossimi 5/10 anni (perlomeno così considerato dall’opinione pubblica quando stava arrivando in Italia, vedremo ora..) e poi uno dei 10 top bomber in Europa.
Ma il mercato rossonero non è finito qui: una cosa è chiara, prima di “sognare” bisogna vendere.
L’ulteriore cambiamento che mi ha colpito durante la conferenza odierna è il messaggio che si è voluto mandare. Recupero  dei valori che hanno reso il Milan grande, lo si percepiva da molte parole (studiate, se ne accorgono i più attenti) utilizzate, dalle frasi sulla “grandezza e importanza” di questi colori e di questo club pronunciate sia da Leonardo che da Higuain (Vedi “La dimensione che ha il la capisci quando sei dentro” ad esempio). Ah, concedetemelo, l’argentino mi è sembrato già leader, carico a molle e con una voglia di rivalsa senza pari.

Capitolo Cessioni
A quanto sappiamo è un Leonardo costantemente al telefono, lavora per sfoltire la rosa, per portare a casa un tesoretto e per continuare a rinforzare il Milan in maniera importante. Oggi, è stato ufficializzato Gustavo Gomez dal Palmeiras, prestito con obbligo, ma non solo.
Tanti altri i partenti: ancora da capire in difesa la situazione di Antonelli, nella lista dei partenti. A centrocampo, dopo essere stato lasciato a casa dalla tournee americana, in partenza c’è Riccardo Montolivo:  in un paio di telefonate di Leo al suo entourage è stato ribadito che è considerato “fuori dal progetto” e che si dovrà trovare una soluzione/squadra. Soluzione che non escludiamo possa essere anche la rescissione, ma ovviamente il Milan preferirebbe una cessione (leggero interesse di qualche club italiano, tra cui Bologna, ma pesa lo stipendio.. e anche all’estero).
In partenza a centrocampo anche Jose Mauri (contatti col Parma e non solo), mentre davanti nella lista dei possibili partenti sono in 3:  Bacca, Kalinic e Andre Silva.
Se per i primi due è veramente complicato pensare ad un futuro in rossonero (ripresi i contatti con l’atletico per Kalinic, direzione Villareal per Bacca), per il giovane portoghese ci potrebbe essere un meeting (con lui presente) con Jorge Mendes per valutare il da farsi: estimatori per il ragazzo, ce ne sono, ma resta anche una piccola speranza di rivederlo in rossonero. Il Milan non vorrebbe “perderci”, ci sarebbe anche la curiosità di provare a rilanciare il ragazzo (che da “ragazzo intelligente, ha capito” e ha lasciato 9 a Gonzalo Higuain, dopo una telefonata di Leonardo), ma di fronte ad un’offerta congrua i rossoneri lo lascerebbero andare. Deciderà il mercato.

Parola d’ordine: rinforzare

Leonardo lo sa, la squadra va rinforzata e pensa già in grande.
Un esterno e un centrocampista “consistente”, bisogna alzare il livello e si cercherà di farlo.
“Il Milan sul mercato deve avere obiettivi come Higuain…poi magari non si possono realizzare, ma questi devono essere i nostri obiettivi” queste le sue parole in conferenza.
Per l’esterno ci sono diversi obiettivi: parecchi i contatti con l’entourage di Bernard, ex Shaktar a parametro, ma le richieste molto alte di commissione degli agenti non sono piaciute. Pista che si potrebbe riaprire, ma gli occhi di Leo sono anche per altri. Si cerca un buon colpo in rapporto qualità/prezzo, in molti mi hanno chiesto di Lozano e posso dire che il suo “fascicolo” è finito sul tavolo di Leonardo dopo una lunga telefonata, ma nel caso sarebbero da comprendere i costi dell’operazione che potrebbero ostacolare il tutto. Leo comunquue ha molti nomi in mente, anche qualcuno a sorpresa, ma qui l’idea è di non esagerare a livello economico.
E il centrocampista?
Facciamo chiarezza: mi è stato detto solo che si cerca un giocatore “consistente”. Dietro a questa parola c’è un mondo. La verità è che nella testa di Leo c’è la voglia di prendere un centrocampista importante ed europeo, dinamico, fisico e con piedi buoni.
Tra le informazioni che ho ricevuto, c’è anche quella di una possibile missione fuori da Milano nei prossimi giorni, non so se fuori dall’Italia o fuori dall’Europa.
In molti parlano di Milinkovic-Savic, ma i costi sono probitivi, possiamo dire che è vero che piace a Leonardo ma che Lotito chiedere una valanga di soldi e questo rende l’operazione quasi impossibile.  Noi, non ce la sentiamo ancora di fare il toto-nomi, è un compito complicato e poco produttivo per ora, possiamo dire che ci son stati contatti sia con il Real Madrid che con lo sceicco del Psg, la logica porterebbe a pensare a Kovacic (possibile partente) e a Rabiot (che potrebbe andare in scadenza), ma chissà. Le vie del mercato sono infinite e l’idea di replicare un’operazione alla Higuain, con un acquisto mascherato da prestito, piace molto, moltissimo e consente anche di pensare in grande, molto in grande. Magari si sogna, ma infondo come dico sempre “sognare è gratis” e chissà che non possa spuntare qualche sorpresa.
Ultimi aneddoti: in questi giorni Leonardo ha ricevuto valanghe di telefonate di agenti ma anche di giocatori, che si sono interessati sia ad un possibile “ritorno” al Milan, sia ad un possibile primo approdo. Ci stiamo lavorando, stiamo indagando, ma la missione di Leo è chiara: riportare il Milan in alto, come valori e come forza sul campo e non.
Ah, a porposito: settimana prossima a Milano ci sarà Gordon Singer, per conoscere da vicino squadra, allenatore, dirigenti…e chissà.

PBP

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Milan, dal cda al mercato: al via l’era Elliott

Milan, dal cda al mercato: al via l’era Elliott

Il 21 luglio 2018 è nata una nuova era per il Milan, quella targata Elliott.
Un anno e 3 mesi dopo la cessione da Berlusconi a Li Yonghong, il club rossonero è passato nuovamente di mano.


ASSEMBLEA E CDA

Come ampiamente raccontato, oggi in via Aldo Rossi Elliott ha dato il via alla sua “era”.
Scelto Scaroni come nuovo presidente con deleghe da Ad, revocato il mandato a Marco Fassone e alla parte cinese per “giusta causa”, anche Mirabelli verso l’addio. Domani potrebbe essere il giorno delle ufficialità, ci dovrebbe essere un incontro dell’attuale ds con la nuova società e si potrebbe sancire l’addio ufficiale, mentre con ogni probabilità potrebbe essere annunciato Leonardo come nuovo responsabile dell’area tecnica.
Per quanto riguarda il Cda, i nomi son stati detti: Cerchione e D’avanzo (Blue Skye), Franck Tuil e Giorgio Furlani di Elliott e poi Alfredo Craca e Stefano Cocirio, oltre a Patuano e Scaroni già presenti nel precedente. Manca il possibile Ad e dovrebbe essere una corsa a due: Gazidis (Arsenal) e la soluzione italiana Umberto Gandini, che secondo indiscrezioni avrebbe dato le dimissioni dalla Roma.
In settimana sicuramente si avranno novità a riguardo.

CAMPO E MERCATO
La squadra è in partenza per gli stati uniti: stasera alle 21 circa, inizierà la spedizione statunitense del Milan.
Ci sarà il nuovo acquisto Pepe Reina, oltre a Bonucci (da capire il futuro) e Kalinic (sempre in partenza), mancherà invece un po’ a sorpresa Riccardo Montolivo. Il centrocampista risulta tenuto fuori per “scelta tecnica”, una situazione che porta a pensare ad un prossimo addio. Branchini ne parlerà con Leonardo, l’input della proprietà è di tagliare stipendi pesanti soprattutto se a giocatori non futuribili. Potrebbe anche arrivare una rescissione, ma è meglio aspettare i colloqui tra entourage giocatore e Milan, resta sempre libero Badelj che non era tra gli obiettivi di Mirabelli, ma potrebbe diventarlo con il nuovo management.
Nei giorni scorsi Gianluca Di Marzio ha lanciato la bomba “Benzema” ed era tutto vero: trattativa impostata e portata avanti da Fattizzo e Mirabelli, con il benestare di Gattuso. C’era anche il “sì” del giocatore ed un’intesa di massima a 9milioni a stagione (più o meno lo stipendio di Bonucci, possibile partente), ora con Leonardo vedremo se il Milan deciderà di percorrere questa strada o di puntare su altri obiettivi (Morata? Higuain?), resta comunque l’idea di fare una punta “importante”.
Intanto, secondo voci e indiscrezioni potrebbe esserci già stato un incontro tra Leonardo e Gattuso per decidere come muoversi sul mercato, quel che è certo è che è nato un nuovo Milan e che si ripartirà da zero, sotto tutti i punti di vista, con l’obiettivo di riportare il club a lottare lì in alto, dove è sempre stato abituato.

 

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Milan, sentenza Tas. Il commento del Prof. Umberto Lago. Esclusiva Radio Rossonera

Milan, sentenza Tas. Il commento del Prof. Umberto Lago. Esclusiva Radio Rossonera

MILAN, SENTENZA TAS. IL COMMENTO DEL PROF. UMBERTO LAGO – Questa mattina il Tas di Losanna ha ufficialmente riammesso il Milan alla prossima Europa League. Questo il commento rilasciato dal Prof. Umberto Lago ai microfoni di Radio Rossonera.

Quanto è stato determinante il cambio di proprietà  del Milan ai fini della sentenza emessa dal Tas questa mattina?

Sicuramente un certo peso lo ha avuto perché, non ci nascondiamo, magari senza cambio di proprietà le cose sarebbero andate diversamente. Vorrei però pensare che il cambio di proprietà sia stato utile ma non determinante. Nella sentenza infatti si parla di elementi che non erano presenti al momento della decisione presa dalla Camera Giudicante; inoltre il Tas fa riferimento alla sproporzione della pena“.

È stata importante la presenza fisica di Frank Tuil?

Certo, molto importante anche per far capire quali saranno i programmi futuri di Elliott“.

Il problema per la Uefa era veramente la vecchia proprietà cinese?

Abbiamo sempre saputo che il problema fosse quello: i numeri del business plan andavamo bene ed Elliott aveva comunque garantito la continuità aziendale“.

Perché la Uefa si è occupata della proprietà?

La Uefa ne ha fatto una questione di credibilità, come a dire: con un proprietario non credibile io non firmo nulla“.

La Uefa potrà pretendere da Elliott un impegno pluriennale?

No, non può farlo anche se Elliott ha comunque manifestato un interesse triennale. Nessuno può firmare impegni a non vendere perché può sempre arrivarti la classica offerta della vita. Anche l’Inter dopo il SA passò di mano da Tohir a Suning“.

È vero che la Uefa non vede di buon occhio i fondi di investimento?

È una voce che circola da un po’ ma onestamente non saprei; magari qualcuno la pensa così ma credo che la Uefa non possa entrare in questi tipo di decisioni perché non riguardano aspetti di calcio giocato o regolamentazioni relative al Fair Play Finanziario“.

Ci sono i tempi tecnici per un immediato SA?

C’è un po’ d’incertezza in merito a questo scenario. Il Milan e la Uefa si siederanno attorno ad un tavolo e decideranno cosa fare. La cosa più logica è la definizione di un SA entro pochi giorni: non è una cosa difficile da fare in quanto il SA rientra in paletti già predefiniti. Magari si potrebbe giungere ad un accordo entro la prossima settimana“.

In regime di SA, la proprietà può fare acquisti oppure è obbligata al “saldo zero”?

Dipende da come sarà il SA, in alcuni casi sì, in altri magari saldo zero ad eccezione ad esempio di un giocatore“.

A quanto potrebbe ammontare la sanzione economica da comminare al Milan, sempre che ci sia?

Per tipologia, il caso più vicino da prendere come riferimento potrebbe essere quello dell’Inter. Probabile dunque 20 milioni di euro così suddivisi: 6 mln da pagare in 3 anni (non una multa ma una trattenuta sugli incassi), più 7+7 condizionati al raggiungimento di determinati obiettivi. Il tutto sempre ammesso che la Uefa adotterà uno schema di questo tipo“.

Si aspettava questa sentenza del Tas?

Ci speravo. Ci speravo anche in caso di non cambio di proprietà. Naturalmente però, con Elliott la credibilità con cui si è presentato il Milan è stata ben diversa. Cambio di proprietà determinante ma non esclusivo“.

Dopo la sentenza ha parlato con qualcuno del Milan per commentarla?

Sì, mi ha chiamato Fassone questa mattina per comunicarmi l’esito positivo. C’è grande soddisfazione da parte di tutti; il processo è stato lungo ma siamo sempre stati convinti dall’inizio di avere ragione“.

Il caso Milan farà scuola all’interno delle dinamiche del Fair Play Finanziario?

Più che altro credo che questo dimostri come un club non contento delle decisioni prese dall’Uefa può ottenere ragione al Tas“.

Si sarebbe mai immaginato un Milan coinvolto nel Fair Play Finanziario?

Guardando i bilanci degli ultimi anni, francamente sì (sorride n.d.r.). Il blasone in questi casi conta poco perché si guardano i dati“.

Il Milan ha bisogno di 50 milioni di euro circa di plusvalenze?

No, non mi risulta. In caso di accordo con la Uefa si partirà dalla prossima stagione ed il prossimo bilancio che si guarderà sarà quello che si chiuderà il prossimo 30 giugno“.

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Milan, sentenza Uefa. Il commento dell’Avv. Felice Raimondo

Milan, sentenza Uefa. Il commento dell’Avv. Felice Raimondo

MILAN, SENTENZA UEFA – Davanti alla camera investigativa è stato un vero massacro. Fassone ha presentato dei business plan cinesi progressivamente modificati in peius. Quali? Eccoli: 1) maggio 2017 “in 4 anni avremo 230M dalla Cina”; 2) novembre 2017: “no, in 4 anni avremo 130M dalla Cina”, aprile 2018: “no, in 4 anni avremo 42M dalla Cina”.

In ogni business plan si è confermato sempre il rispetto del break even entro il 2021. Nelle pagine vengono citati accordi non vincolanti, quindi trattative, con diversi istituti finanziari per il rifinanziamento (prima HB, poi Merril), progetti di rimborso, ma nessun documento definitivo. La camera investigativa, inoltre, ha dato enfasi alla revisione di Ernst&Young in cui si afferma che a causa di situazioni di stress quali le performance economiche non eccezionali e il rifinanziamento del debito entro ottobre, esistono significativi dubbi sulla capacità della società di operare come azienda nel corso del tempo (continuità aziendale). Tra l’altro, dice la camera investigativa, nell’ultimo business plan non erano previsti aumenti di capitale, al contrario di quanto si vedeva nei precedenti due business plan già depositati.

Confermate le indiscrezioni sul VA, ci è stato rifiutato perché non abbiamo garantito su un fondo vincolato i prevedibili 165M di deficit del piano quadriennale. Ci siamo limitati a garantire i futuri aumenti di capitale, unitamente ad una lettera di intenti con HB in cui il club gli dava l’esclusiva per il rifinanziamento. La strategia di creare una MediaCo sana in cui far confluire tutti i crediti e utilizzare quella per il rifinanziamento è stata adottata fino a fine aprile 2018, quando il Milan è stato deferito alla camera Giudicante. Il 3 maggio il club ha confermato che la priorità è il pagamento del debito della controllante, perché senza aver risolto questo non si sarebbe potuto risolvere il debito del club.

Arrivati davanti alla Camera Giudicante abbiamo subito chiesto, anche come precauzione ex art. R57, comma 3, CAS, di poter visionare le informazioni finanziarie relativamente agli accordi con altri club a cui è stato concesso il SA: PSG, Manchester City e Inter. Richiesta rifiutata dalla UEFA con questa motivazione: c’è tutto sul nostro sito, andate lì. E comunque ne riparliamo in discussione orale (in realtà qui non ne hanno fatto alcuna menzione, stando al provvedimento). Il Milan, quindi, ha chiesto di far ascoltare due rappresentati di Elliott, ma poi il 19 giugno questi non si sono presentati. La squadra era composta da Fassone, Montanari, Cappelli, Aiello (GOP) e Sebastien Besson. Il quorum dei giudici è rimasto confidenziale in quanto lo prevede esplicitamente il FPF. Il Milan ha chiesto alla Camera Giudicante di rigettare la decisione della Camera Investigativa (aveva proposto la nostra esclusione per un anno), di offrirci un SA o di invitare la Camera Investigativa a rivalutare il caso per offrirci un SA. Infine imporre una misura proporzionata.

La Camera Giudicante ha bocciato le prime due richieste affermando che non ha competenza per rivalutare la concessione di un SA sulla base degli artt. 14, 16 (soprattutto) e 19 delle regole procedurali. Per quanto riguarda l’ultima richiesta, quella di un trattamento equo, la Camera Investigativa ha affermato come il Milan all’udienza orale abbia presentato un documento di Project Red Black (Elliott) in cui si certificava che nella eventualità in cui avesse dovuto assumere il controllo, avrebbe garantito al club tutto il supporto necessario anche nel rispetto dei parametri UEFA. La Camera Investigativa però non ci ha sentito da quell’orecchio, in quanto, per loro, la combinazione di una serie di fattori unici ha determinato la decisione di proporre l’esclusione del club: il break even è solo uno degli elementi violati; il business plan dalla Cina è progressivamente diminuito; c’è grande incertezza sul fatto che se il Milan non dovesse ripagare il debito, cambierebbe il controllo e ci sono dubbi sull’effettivo rifinanziamento; inoltre solo un rifinanziamento del debito per tutto il periodo coperto dal SA poteva garantire un SA; non si conoscono le possibili conseguenze di un cambio di controllo; la società di revisione sottolinea i rischi relativi alla continuità aziendale, legati appunto al rifinanziamento; il prospetto di bilancio che termina nel 2018 presenta un deficit dovuto al massiccio investimento in giocatori, contrariamente al consiglio dell’investigatore capo. La Camera investigativa, quindi, ha condiviso tutti questi elementi. Inoltre ha aggiunto che se anche avesse avuto la possibilità di rivedere il SA, non lo avrebbe potuto fare perché il club fino al 2019/2010 avrebbe avuto un significativo discostamento, raggiungendo il break even solo nel 2020/2021.

Su queste basi si è reputato difficile contestare la mancata concessione del SA. Il break even complessivo è stato di 146M nell’ultimo triennio, con un discostamento di 121M dal margine previsto di 25M (rapportato all’ultimo semestre gen-giu 2017). Veniamo alle misure disciplinari: la camera investigativa ha ritenuto di aver sempre trattato i club con equità, ed ha fatto riferimento ai club esclusi per i debiti scaduti (zappa sui piedi?). Inoltre porta come esempio la Dynamo Mosca, esclusa per un grande deficit (dovuto anche ad una massiccia campagna acquisti), e che altrimenti avrebbe partecipato alla competizione in condizione non uguali ad altri club (vantaggio). Il Milan all’udienza orale, in ultima istanza, ha chiesto che la pena, qualora fosse comminata, venisse sospesa. La Camera Giudicante non lo ha concesso sulla base di quanto già detto in precedenza (break even, business plan cinese diminuito, rifinanziamento, cambio di controllo). Per questo motivo hanno ritenuto giusto escludere il club per un anno.

Avv. Felice Raimondo 

(https://avvocatodeldiavoloblog.wordpress.com)

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Cessione Milan: dal comunicato di Commisso al cambio di advisor di Li. La partita non è finita

Cessione Milan: dal comunicato di Commisso al cambio di advisor di Li. La partita non è finita

CESSIONE MILAN: DAL COMUNICATO DI COMMISSO AL CAMBIO DI ADVISOR DI LI – E siamo al quarto stop, ma questa volta Mr. Commisso non ci sta. Un comunicato chiaro, diretto, sincero. “Malgrado gli sforzi e le speranze di Mr. Commisso di giungere presto ad un accordo, appare chiaro che l’attuale proprietario non abbia intenzione di concludere l’accordo tempestivamente e in termini accettabili“.

Parole che rimbombano nella serata milanese, dopo una giornata di silenzio e quiete che faceva – forse – presagire l’imminente tempesta. Quando le parti sembravano vicine ecco l’ennesimo intoppo e Rocco Commisso esce allo scoperto con un comunicato studiato ad hoc con Auro Palomba e Community Group.

Chiusura definitiva o strategia aggressiva per mettere ulteriore pressione all’attuale proprietario del Milan e metterlo spalle al muro? Questo lo sapremo, si dice che la notte porti consiglio, ma qui tra fusi orari Nyc – Milano – China, non sappiamo bene dove sia giorno e dove sia calato il sole. La sensazione è che la trattativa non sia chiusa (forse) e che Commisso abbia rilanciato con forza il pallone nel campo di Li che ora dovrà prendere delle decisioni, visto che il tempo stringe e il fondo Elliott attende sornione.

Qualcosa però si muove, il presidente cinese ha delegittimato il suo advisor della trattativa, l’avvocato Agostinelli (Colui che insieme a Fassone porto il fondo Elliott nel momento cruciale della trattativa di acquisizione del Milan…) ed al suo posto ecco uno studio con sede sia a New York che ad Hong Kong: White And Case.

Cosa vuol dire questo? Lo scopriremo, la sensazione è che però si possa tornare al tavolo delle trattative, ma sappiamo anche che al momento Li Yonghong sarebbe tutt’altro che spaventato o preoccupato, anzi avrebbe i 32 milioni e sarebbe pronto ad andare avanti ancora.

Ormai è una partita di poker, purtroppo sulla pelle di chi non lo merita, il Milan ed i suoi tifosi, ora però tra fold e bluff, forse è arrivato il momento di fare “Vedo”.

PBP

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Milan, Commisso prova l’accelerazione: trattativa con Li riaperta. C’è il via libera di Elliott

Milan, Commisso prova l’accelerazione: trattativa con Li riaperta. C’è il via libera di Elliott

MILAN, COMMISSO PROVA L’ACCELERAZIONE – Come vi avevamo anticipato ieri sera, le trattative tra Commisso e Yonghong Li , dopo la “mossa” dello “stop”, hanno ritrovato il “go”.

Infatti, ieri emissari dell’attuale presidente del Milan hanno ripreso i contatti con Goldman Sachs e con Rocco Commisso, per riaprire una trattativa che agli occhi di molti sembrava chiusa. Nelle ultime ore si sono intensificati i contatti tra Li e l’italo americano, il presidente cinese ha dato l’ok a risedersi al tavolo e proprio mentre in Italia il Milan prepara l’acquisto di Halilovic, dall’altra parte del mondo Rocco Commisso prova l’accelerazione.

La ripartenza della trattativa lascerebbe pensare che l’offerta vecchia sia stata modificata (copertura debiti, iniettare denaro nelle casse del Milan e 30% a Li), la novità che abbiamo appreso è che, a differenza di quanto si diceva, ci sarebbe anche il “via libera” e l’ok del fondo Elliott che sarebbe soddisfatto dell’eventuale passaggio di mano. Va chiarito che non stiamo parlando di una cessione “immediata”, ma di un’eventuale firma di una lettera di intenti:praticamente un preliminare vincolante, con possibili penali.

Rocco Commisso non cambierebbe l’attuale management, ma non escludiamo che possa inserire qualche suo uomo all’interno dei quadri dirigenziali, la certezza è che fa sul serio e Yonghong Li starebbe iniziando a vacillare, anche se abbiamo ormai imparato bene che non si può assolutamente dare nulla per scontato.

PBP

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APA Milan: la lettera dei piccoli azionisti a seguito della sentenza Uefa

APA Milan: la lettera dei piccoli azionisti a seguito della sentenza Uefa

APA MILAN, LETTERA PICCOLI AZIONISTI – Edoardo Barone  e Giuseppe La Scala  sono, rispettivamente, Presidente e Vice Presidente dell’ Associazione Piccoli Azionisti del Milan.

Il secondo è anche Presidente di “Milanisti 1899”, l’ associazione di circa 1100 supporter rossoneri che ha promosso “Radio Rossonera” e che, dopo avere sottoscritto circa 50.000 azioni della società, ha iniziato ad assegnarle ai propri aderenti, lanciando la prima campagna di azionariato diffuso del Milan.

Essi hanno congiuntamente dichiarato:

“Anche se la sentenza dell’ UEFA – che ha comminato al Milan una sanzione sproporzionata rispetto ai suoi precedenti – ha punito il Club per le violazioni alle norme sul pareggio di bilancio compiute dalla precedente gestione Berlusconi – Galliani, è ovvio che la situazione pretende comunque, e in tempi brevissimi, un definitivo chiarimento dell’ assetto proprietario.

Già alcune settimane fa i Piccoli Azionisti del Milan indirizzarono al Socio di Maggioranza una lettera aperta – rimasta inopinatamente senza risposta – nella quale gli chiedevano o di assicurare la sua capacità, finanziaria e progettuale, di guidare la società, ovvero di farsi da parte, passando la mano.

Oggi che la sanzione UEFA – anche nella sperata ipotesi che essa sia “alleggerita” dal TAS – obbliga i vertici societari a fare i conti con una programmazione sportiva ed economica ancora più accurata e, comunque, di medio/lungo periodo, i Piccoli Azionisti rinnovano per l’ ultima volta il loro appello.

O la Rossoneri Sport Investment Lux dimostra inequivocabilmente e definitivamente di poter garantire:

  • il rifinanziamento dei debiti contratti dal Milan e scadenti nel prossimo ottobre;
  • il rifinanziamento dei debiti propri, a garanzia dei quali ha costituito in pegno il proprio pacchetto delle azioni sociali, e in difetto del quale si aprirebbe una nuova stagione di insopportabile incertezza sull’ assetto proprietario;
  • un progetto imprenditoriale chiaro e sostenibile, con un orizzonte temporale adeguato all’ effettivo e stabile rilancio del Club nella elite del calcio mondiale;

oppure noi ci auguriamo che l’ Azionista di Maggioranza, dimostrando il proprio senso di responsabilità e l’ avere a cuore gli interessi dei supporter rossoneri – che sono i veri proprietari del Club e i cui sentimenti e passioni devono essere tenuti nella massima considerazione – concluda al più presto le trattative per la cessione della propria partecipazione e consenta il trasferimento del controllo a chi possa garantire al Milan il futuro che esso e i suoi tifosi si meritano”

Edoardo Barone

Giuseppe La Scala

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Milan-Li: la mossa di Commisso, l’azzardo del presidente, la strategia. E i Ricketts?

Milan-Li: la mossa di Commisso, l’azzardo del presidente, la strategia. E i Ricketts?

MILAN-LI: È diventata una partita a scacchi, esatto, è proprio così. Da brividi pensare che venga giocata sulla pelle del Milan, ma è la realtà dei fatti.

La situazione è questa. Rocco Commisso dopo giorni di trattativa, mette sul tavolo la sua offerta finaleYonghong Li ringrazia e si alza dal tavolo. Assurdo? Certamente, ma anche reale. Credo però che ogni notizia, ogni spiffero, ogni situazione vada affrontata e studiata con estrema lucidità e logica, solo così ci si può fare un quadro veritiero della situazione.

La notizia mi giunge in nottata, come un mattone. Dura da metabolizzare, perché già mettevo in conto quali sarebbero state le reazioni, ma il compito è di raccontare la verità: per la seconda volta dall’inizio della trattativa, Mr Li si alza dal tavolo al momento di firmare la lettera di intenti. Grande stupore e disappunto da parte di Mr. Commisso, che è convinto di essere in grado di poter risollevare il Milan forte di un patrimonio importante e di una conoscenza del mondo del calcio, inoltre la convinzione dell’americano è che il risultato a Nyon, con lui in carica, sarebbe stato differente.

Tra l’altro l’offerta consentiva a Yonghong Li di restare in minoranza (si parla di un 20/30%) ed avrebbe iniettato nelle casse del club 150 milioni per gestione e mercato. Inoltre l’offerta prevedeva il pagamento del debito e ovviamente negli intenti dell’italo-americano c’era anche il nuovo stadio. E invece Yonghong Li si tira indietro, l’offerta non lo soddisfa e continua a rischiare. La risposta di Commisso? Stop alle trattative.

Parliamoci chiaro, è molto probabilmente una mossa strategica quella dell’americano per poter mettere pressione a mister Li anche in vista della sentenza Uefa, ma la situazione è complicata e soprattutto è una partita che si gioca sulla pelle rossonera.

Da ambienti vicini a Li Yonghong invece, la notizia è una: i 32 milioni ci sono. Certo, non li ho visti, chiaro, ma la notizia è questa. Perché non li ha messi subito? Potrebbe aver voluto dimostrare la famosa “continuità aziendale“, qualcosa del tipo “vedi? non metto i soldi, ma la macchina va avanti lo stesso”. Forte di questi 32 milioni, pronto a versarli nelle casse di Eliott, il presidente cinese affronta di petto ogni trattativa, senza paura. Come un vero giocatore di poker, lasciando il dubbio a tutti se stia bluffando o se abbia in mano realmente qualcosa.

E i Ricketts? Attendono, preparano l’eventuale contromossa e sarebbero pronti a fare un’offerta. Ricordiamo che sono gli unici ad essersi esposti  e che – probabilmente – potrebbero sapere fin dove l’offerta di Commisso possa spingersi (I 500 mln destinati alla NASL..?). Si vocifera anche che siano presenti loro emissari a Milano, ma non ho conferme di ciò. Intanto, la trattativa con Commisso viene definita “Saltata”, tutto va preso con le pinze, come già detto molto probabilmente è una mossa per fare pressione e la palla viene ributtata nel campo di Li, ma il tempo stringe, la situazione non è bella e serve una soluzione per il bene del Milan. Ecco, forse questo è quello che in troppi si stanno dimenticando completamente: il bene del MILAN!

PBP

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Milan, il nuovo socio e la lotte di potere

Milan, il nuovo socio e la lotte di potere

Welcome to…Ac Milan.
Inutile girarci intorno, la sensazione è che questa volta siamo davvero arrivati ad un punto di svolta.
Dopo giorni di rumors, chiacchiere, ipotesi ora sembrerebbe iniziare a a delinearsi un quadro che va via via definendosi sempre di più, ma senza ancora far scoprire il soggetto ritratto.

STOP.
Ecco, il pezzo che avevo iniziato a scrivere era così, come leggete poco sopra.
Poi è bastato un attimo, per dover cambiare di nuovo tutto.
Ma cerchiamo di ricostruire la giornata:
le notizie in mio possesso ieri mattina, dopo aver confrontato non certo una singola fonte, mi dicevano con certezza che a Nyon il Milan non sarebbe andato da solo, ma con emissari del nuovo socio.  Al primo giro resto di sasso, alla seconda conferma diventa quasi certezza, lo comunico.
Verso il primo pomeriggio, mi arrivano ulteriori conferme sull’adviser che è GoldmanSachs, ma solo nel ruolo di adviser, ne finanziatore, ne in equity: altra notizia.
Ero sereno, aspettavo nuovi sviluppi e poi?
E poi la “frenata”.

Assurdo? Io sbianco, inizio ad attaccarmi al telefono.
Cerco di capire, indagare.
“Il presidente valuta, prende tempo, non si arrende.”
Sarà, come sempre in questa storia, fotofinish.

LOTTA DI POTERE
Non mi viene altra parola per descrivere quello che sta succedendo.
Tre correnti:  Marco Fassone, GoldmanSachs e gli eventuali nuovi soci da un lato, Yonghong Li ed eventuali vecchi amici dall’altro, con sullo sfondo del quadro il fondo Elliott.
Esatto, non sorprendetevi ma è proprio così.
Li Yonghong prende tempo e vuole arrivare fino all’ultimo, strappare le migliori condizioni (e valutare possibili altre offerte) nel caso, ma la verità è che alimenta la speranza di trovare aiuti dalla Cina e ricevere i 32 milioni che dovrà versare da qui a fine giugno per tornare in pieno comando. Dall’altro lato da Goldmansachs filtra il nervosismo dei potenziali nuovi soci che iniziano a diventare insofferenti ai tira e molla di Li, in ultimo resta Elliott.
Lo sappiamo, il fondo di Paul Singer è in attesa, appostato che aspetta il susseguirsi degli eventi ma già pronto, anzi prontissimo a subentrare, con il “tifo” di qualcuno del Cda rossonero.
La situazione è questa ora, ma sicuramente in evoluzione, con il presidente LI che si gioca le sue carte fino in fondo e va avanti per la sua strada, da solo.
Oggi ci sarà il Cda e sarà caldo, per il momento possiamo solamente attendere il susseguirsi degli eventi.

Posted by Redazione Rossonera on

Milan China: introiti, incontri e trattative tra presente e futuro

Milan China: introiti, incontri e trattative tra presente e futuro

MILAN-CHINA – Purtroppo, per ora, Milan China non ha portato i risultati sperati. I circa 30 milioni di euro di introiti previsti sono diventati 5 al massimo, decisamente poca roba. La burocrazia è stato il primo grande ostacolo per lo sviluppo della company, infatti per la sola creazione della società e del team di lavoro ci sono voluti mesi.

COS’ È MILAN CHINA E COME È STATA COSTRUITA

Innanzitutto, Milan China opera tramite la holding “Rossoneri Sport Development Pechino LTD” con sede proprio nella capitale della Repubblica Cinese (indirizzo: distretto Chaoyang, Beijiing, East Third Ring Road, Building 34 e capitale sociale 350k).


Non tutti sanno che Milan China è una company interamente di proprietà dell’AC Milan, come lo sono Milan Real Estate e Milan Entertainment e che il rappresentante legale e D.G. è David Han Li.

Nell’organigramma societario troviamo il responsabile commerciale dell’ AC Milan Lorenzo Giorgetti, Marco Fassone, l’avvocato Cappelli (Studio Gop) e Zhang Wei, avvocato e collaboratore del presidente Li Yonghong. Per ora Milan China ha siglato partnership con V Win e con Alpenwater oltre ad un accordo chiuso con la China Next Generation, fondazione per lo sviluppo dello sport nelle scuole della Cina.

INCONTRI, TRATTATIVE E COOPERAZIONI

Qualche mese addietro c’è stato un incontro tra alcuni rappresentanti della Rossoneri Pechino Sport ed il sindaco (e segretario del partito) del distretto di Wuhou della provincia del Sichuan. Si sarebbe discusso di nuove prospettive di sviluppo, della possibile espansione del marchio Milan China e di nuovi investimenti.

Nel mese di maggio c’è stato un appuntamento tra i dirigenti di Milan China, capeggiati dal direttore generale Zhang Wei ed una delegazione guidata dal presidente della Mixi Lake Investment (www.csmxh.com), società fondata nel 2009 a controllo statale; oggetto dell’incontro, la ricerca di un accordo di cooperazione per la costruzione di nuove strutture sportive.

Sempre nel mese scorso Milan China sigla la partnership con la squadra cinese del Guizhou Hengfeng, club che milita (per ora con poca fortuna) nella massima serie cinese. La partnership è stata voluta fortemente dal presidente Li Yonghong e dalla presidentessa Ms Wen Xiaoting, figlia del presidente della società Guizhou Zhicheng Enterprise GRoup Invevestment co. Ltd, che abbiamo conosciuto durante la conferenza stampa di presentazione del progetto avvenuta presso Casa Milan.

E il futuro di Milan China? Magari qualcosa bolle in pentola per le prossime settimane e noi – nel caso – saremo in prima linea per raccontarvelo.

Aggiornamento delle ore 20:11 – Altra piccola curiosità per quel che riguarda Milan China: abbiamo scoperto che Marcus Kam non è più il Chief Executive Officer di Milan China da dicembre 2017.

PBP & SALVATORE LIUZZO