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Milan Primavera: era la squadra di Lupi, sarà quella di Federico Giunti

Milan Primavera: era la squadra di Lupi, sarà quella di Federico Giunti

MILAN PRIMAVERA – Era la squadra di Lupi, sarà quella di Federico Giunti. Si parte da qui, dal cambio di allenatore e dall’ultimo posto in classifica in concomitanza con la neopromossa Empoli. A 8 punti, frutto di due vittorie e due pareggi.

La squadra di Lupi era costruita sul 4-3-3 e sul 4-3-1-2, con ogni probabilità lo sarà pure quella di Giunti. Per due motivi: la rosa rossonera è piena di esterni e mezze punte e perché sono i moduli che il neo tecnico ha utilizzato nella sua breve carriera da pro, dopo 5 stagioni tra i dilettanti.

Per l’ex numero 21 rossonero (Campione d’Italia 1999 e marcatore nel indimenticabile 6-0) un anno alla guida della Maceratese in Lega Pro, unica squadra imbattuta contro il Venezia di Pippo Inzaghi che dominò quel campionato, e 13 partite a Perugia, prima dell’esonero dopo la pesante sconfitta con il Cesena (24/10/2017). La quinta di fila. Sono sette nelle ultime otto, invece per la Primavera rossonera, che spera di affidarsi all’Apostolo per mantenere la categoria. Si affida al suo gioco offensivo (circa 2 gol fatti di media dalle sue squadre) piuttosto che a quello difensivo (poco meno di 1.9 quelli subiti) con la consapevolezza che è davanti dove i rossoneri devono migliorare esponenzialmente (solo 15 gol segnati). Anche perché i numeri difensivi delle prime 13 partite (34 gol subiti, con un solo clean sheet) difficilmente potranno essere peggiorabili.

Si ripartirà, quindi, dalla difesa a quattro a difesa di Soncin, che manterrà il posto vista la preferenza di Plizzari di giocare in prestito piuttosto che scendere nuovamente di categoria. Una parte della linea la farà il mercato, in entrata e in uscita. Bellanova (squalificato per le prime due del girone di ritorno) e Abanda potrebbero essere la nuova coppia di terzini dalla grande spinta, ma ancora il classe 2000 francese non è arrivato dal Monaco e Raoul non ha trovato l’accordo per il rinnovo del contratto in scadenza a giugno. Nel caso in rampa di lancio Barazzetta come vice Bellanova a destra e uno tra Basani e Sergio Sanchez a sinistra. In mezzo a fianco di Ruggeri, la speranza è di ritrovare Tommaso Merletti che in stagione ha giocato giusto una mezz’ora. Infortunatosi a Palermo ha visto tutto il girone d’andata dalla tribuna, obbligando mister Lupi all’adattamento di Brescianini o di Torchio in mezzo alla difesa. Certezza che appare granitica anche quella relativa al centrocampo: sarà a 3. Torrasi, completamente recuperato, in cabina di regia e Sala sono stati tra le poche note positive dell’ultimo trimestre Lupi, insieme al tuttofare Brescianini. A meno di sorprese saranno loro tre a comporre il centrocampo rossonero. 4-3 e altri tre. Queste sembrano le certezze, chi saranno gli ultimi tre e come si schiereranno, probabilmente lo scopriremo di partita in partita. Le prestazioni fanno pensare ad un tridente composto da Capanni, Maldini e Tsadjout, ma per l’attaccante italocamerunense dipenderà tanto, se non tutto da cosa succederà in prima squadra. 8 presenze e 5 gol (un gol ogni 144′, capocannoniere rossonero) per Frank con i pari età e tante panchine con Rino Gattuso. Averlo a disposizione costantemente potrebbe essere una delle fortune del nuovo allenatore delle giovanili.

Non sarà però con gli 11 titolari che il Milan di Giunti dovrà costruire la sua salvezza, che al momento dista soli 4 punti. Toccherà ai Brambilla, ai Torchio, ai Barazzetta, ai Mionic, ai Tonin, ai Basani, agli Haidara rispondere presente quando verranno chiamati in causa. Sono le alternative che sono mancate e hanno deluso nei momenti di difficoltà. Era necessaria la svolta in panchina ed è arrivata. Adesso servirà mantenere vuota l’infermeria e, perché no, sperare in qualche aiuto anche dal mercato. Fare punti subito a partire dalla trasferta di Genova contro la Sampdoria e dalla partita in casa contro il Napoli è l’obiettivo rossonero. Per sistemare immediatamente la classifica e per mandare un segnale, senza dimenticare che a marzo arriverà anche il Torneo di Viareggio.
La squadra è giovane, l’allenatore anche, con o senza nuove aggiunte, questa gioventù andrà sfruttata al meglio. Perché non varrà i piani alti, ma l’ultimo posto è decisamente ingeneroso per questa rosa.

Mister Lupi non è riuscito a far rendere la sua rosa come ci si aspettava. Ora toccherà a Giunti farlo. Per il Milan e per se stesso. Un allenatore e una squadra in cerca di rilancio. Il Milan è convinto di aver scelto la giusta combinazione. Toccherà al campo, e alla panchina, dimostrarlo.

Credits Photo: A.C. Milan

Matteo Vismara