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Milanisti 1899, lettera aperta al Real Murcia

Milanisti 1899, lettera aperta al Real Murcia

Spett.le Real Murcia
Alla cortese attenzione del Presidente dell’Assemblea ed agli azionisti.

Buongiorno,

sono Giuseppe La Scala Presidente di Milanisti 1899, associazione di tifosi dell’AC Milan, la
più antica e prestigiosa squadra di Milano.
La nostra associazione, fondata il 2 maggio 2017, riunisce i supporter rossoneri che condividono un progetto di sostegno ai colori e all’attività del club ed inoltre possiede quasi 50.000 azioni dell’AC Milan Spa, essendo il secondo azionista per importanza della società rossonera.
A nome dei nostri quasi 1.500 soci abbiamo ritenuto fosse importante partecipare all’aumento
di capitale del Murcia per testimoniare il nostro sostegno al concetto di azionariato
diffuso. Milanisti 1899 infatti è tra i promotori del comitato Nelle Origini Il Futuro (NOIF) che,
insieme a tifosi di altre squadre (Torino, Roma, Modena, Cosenza ed i Leones Italianos
dell’Athletic Bilbao) sta promuovendo e sviluppando, attraverso appositi disegni di legge,
l’azionariato diffuso in Italia.
Quindi, ovunque sia possibile avvicinare i tifosi di qualunque città e di qualunque sport alla
propria squadra, Milanisti 1899 è in prima linea, per sottolineare l’importanza dei tifosi nella vita del club e per il senso di appartenenza che questi rappresentano.

Abbiamo scelto di aderire con le quote necessarie per partecipare all’assemblea dei soci e per
portare il saluto dei tanti nostri associati che hanno partecipato e che ci hanno chiesto di
apporre la loro firma a questo nostro saluto.

Abrazos de gol.

Giuseppe La Scala
Presidente di Milanisti1899

Anche per i seguenti:
Pietro B.P.
Manuel C.
Simone C.
Alessandro J.
Pierangelo R.

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Esclusiva, Alessandro Costacurta: “Ginko persona speciale. Supercoppa? Juve squadrone ma con un po’ di fortuna…”

Esclusiva, Alessandro Costacurta: “Ginko persona speciale. Supercoppa? Juve squadrone ma con un po’ di fortuna…”

ESCLUSIVA, ALESSANDRO COSTACURTA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex difensore del Milan, Alessandro Costacurta; intervenuto in diretta nel corso della trasmissione “Lunedìluca” condotta da Luca Serafini. Qui di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni:

Iniziamo con un pensiero su Giovanni Battista Monti, ex medico del Milan soprannominato “Ginko” e recentemente scomparso:

Io sono arrivato al Milan nel 1979 e lui è rimasto fino al 1998 credo, per un certo periodo ho continuato lo stesso ad andare da lui. L’ho vissuto come medico della prima squadra: una persona per bene, garbata e un bravissimo dottore. Ciò che sorprendeva di lui era l’ironia: spesso scherzava quando avevi qualche infortunio e questa cosa in qualche modo ti aiutava a superare i momenti difficili“.

Ambrosini disse che con le mani era più preciso di un ecografo, capiva gli infortuni con uno sguardo…

Sì, lo confermo. Spesso vedeva da lontano un infortunio e ipotizzava cosa fosse, poi regolarmente era esattamente quello dopo i controlli strumentali. Quando una cosa del genera capita 1/2 volte pensi possa essere un caso, quando capita 60/70 ti rendi conto di avere davanti un dottore davvero molto bravo. Ginko era una persona davvero speciale, lo si dice tante volte per chi passa a miglior vita ma lui credetemi era davvero di un altro livello“.

Come giudichi l’esordio di Paquetà e quale contributo potrà dare al Milan?

Pensavo si potesse presentare peggio e invece… Ha tanta personalità e sono convinto che ogni tanto farà tremare i tifosi del Milan quando gestirà il pallone vicino all’area di rigore e proverà la giocata. Una cosa del genere io l’ho vissuta con Pirlo, certe volte si prendeva certi vaffa da noi (sorride, n.d.r.). Penso che Paquetà sia un giocatore di qualità e quantità; contro la Sampdoria l’ho visto correre ed impegnarsi e credo inoltre che possa fare ottime cose insieme a Calhanoglu. Proprio a proposito del numero 10: ho l’impressione che abbia bisogno di sbloccarsi; in teoria il suo pezzo migliore è il tiro ma credo arrivi sempre troppo stanco alla conclusione perché ripiega molto in fase difensiva. Probabilmente ha perso fiducia ma a me continua a piacere molto per quello che fa in campo e per come gestisce il pallone“.

Infine, un incoraggiamento ai tifosi del Milan in vista della finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus…

La Juventus è uno squadrone, una delle 4 squadre attualmente più forti d’Europa. Ci vorrà un po’ di fortuna ma è anche vero che ogni tanto la sorte potrebbe girare in favore del Milan. Castillejo arma in più? La Juventus sa bene come ingabbiare Suso, Castillejo potrebbe sorprenderli in qualche modo“.

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Speciale Paquetà: l’analisi tattica di Radio Rossonera in collaborazione con AC Milan Brasil

Speciale Paquetà: l’analisi tattica di Radio Rossonera in collaborazione con AC Milan Brasil

SPECIALE PAQUETÀ – Attraverso una video analisi di Radio Rossonera in collaborazione con AC Milan Brasil, conosciamo meglio Lucas Tolentino Coelho de Lima, ovvero Paquetà; neo acquisto del Milan. Un giocatore che ha la sua naturale collocazione tattica da mezzala di costruzione in un 4-3-3 ma che dimostra di avere tante peculiarità potenzialmente utili all’idea di gioco proposta in questa stagione dal tecnico rossonero, Gennaro Gattuso.

SPECIALE PAQUETÀ – Ecco la video analisi di Radio Rossonera e AC Milan Brasil:

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Pagelle Sampdoria-Milan 0-2: Sinistro-Destro di Cutrone e la Samp va KO

Pagelle Sampdoria-Milan 0-2: Sinistro-Destro di Cutrone e la Samp va KO

PAGELLE SAMPDORIA-MILAN 0-2 – Nella serata di Paquetà, dell’Higuain dubbioso e del Conti ritrovato splende ancora una volta il fantastico killer instinct di Patrick Cutrone che realizza una doppietta di altissima qualità tecnica. Il Milan passa ai quarti di finale di Coppa Italia dove troverà la vincente di Napoli-Sassuolo

PAGELLE SAMPDORIA-MILAN 0-2 I voti della nostra redazione:

REINA 7.5  – Il primo intervento è da brividi, poi inanella una serie di belle parate sfoderando tutto il classico repertorio del gran portiere, istinto incluso. #Pepe alla napoletana

ABATE 6 – Continua anche nel 2019 questa strana seconda giovinezza di Ignazio. Sempre pulito in fase difesiva, sfodera anche un bel cross che Castillejo non premia a sufficienza #IgnaPower  (Conti 7 Finalmente Andrea, finalmente! Gioca la mezzora dei supplementari a tutta birra e manda in porta Cutrone con un cross di Cafusiana memeoria. Impossibile però chiedergli un’ora di gioco per ora: che piaccia o meno dobbiamo avere ancora un pochino di pazienza.  #Benvenuto Andrea)

ROMAGNOLI 6 – Ordinaria amministrazione e una sbavatura su un colpo di testa in area che poteva esser letale. Era il suo compleanno e quindi sarò più buono del solito. #Tanti auguri Cap

ZAPATA 6 –  Anche per lui ordinaria amministrazione a anche per lui qualche sbavatura di troppo specie nella lettura della linea difensiva. #Pagnotta guadagnata

RODRIGUEZ 6 – Compitino senza infamia e senza lode. Può e deve fare qualcosa di meglio specie da metacampo in su #Studio solo per il 6

PAQUETÀ 6.5 – Lo premio anche forse oltre i reali meriti sul campo perchè fa la partita che doveva fare. Attenta, concentrata, senza svolazzi (tranne un tunnel di suola). Sa alternare il tackle duro ad un lancio di 30 metri che aveva messo in porta Higuain al netto del fuorigioco. E non giocava da un mesetto. #Paquetop (BORINI 6 – Una buona trotterelleta per il Marassi durante i supplementari. #Sgambata)

KESSIÈ & BAKAYOKO 5 – Il lavoro di forza che è stato stilato durante le vacanze natalizie deve aver appesantito oltremodo le gambe di Franck e Baka che sono sembrati, chi più, chi meno, lontani dalla loro migliore versione. #Imballati

CASTILLEJO 5 – Sarebbe una partita da 4.5 se non ci fosse stato il quarto d’ora iniziale. Ha sulla coscienza anche un colpo di testa sballato da ottima posizione sul finire del primo tempo. #Della stessa consistenza delle nuvole (Cutrone 8 – E se li avesse fatti CR7 quei gol, specie il secondo? Quali titoli avremmo letto? Patrick è sempre più grande attaccante e sempre meno baby bomber. Continua a tenere una media gol spaventosa. #PC63)

HIGUAIN 6 – Lottare lotta, correre corre e impegnarsi si impega. Sfiora il gol in un paio di occasioni ma ci si aspetta sempre di più da un giocatore come Gonzalo. E le parole di Rino sul finale non sono molto rassicuranti sul suo prossimo futuro. #Lista di collocamento

CALHANOGLU 5,5 –  La partita è ampiamente insufficiente. Svagato, pasticcia anche con il pallone tra i piedi. Il voto che sfiora la sufficienza lo deve al grande assist per il secondo gol di Cutrone. #Ha i mezzi ma non si applica

GATTUSO 6 – Non una gran partita, anzi. Il Milan crea qualche occasione da gol, ne subisce almeno altrettante e nei momenti intermedi si rischia l’abbiocco pre cena. Ha il merito di inserire Conti e Cutrone all’alba dei supplementari e la scelta paga. Sufficienza piena anche perchè deve gestire la vicenda Higuain e non è assolutamente facile. #Psicologo

PAGELLE SAMPDORIA-MILAN 0-2 – I voti dei tifosi:

Reina 8;

Abate 6 , Romagnoli 6, Zapata 6.5, Rodriguez 6;

Kessié 5, Bakayoko 5.5, Paquetà 6.5

Castillejo 4.5, Higuain 6; Calhanoglu 5.5

Gattuso 6

Simone Cristao

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Higuain: Il Milan, il mercato e il grande incubo…

Higuain: Il Milan, il mercato e il grande incubo…

Non lo so come finirà questa storia. Dico davvero. So però con certezza che Gonzalo Gerardo Higuain è uno degli attaccanti più forti d’Europa, uno di quelli che al Milan non vedevamo dai tempi di Ibrahimovic.

Gonzalo Higuain: 13 su 35 nel River, 107 su 190 nel Real, 71 su 104 nel Napoli, 40 su 73 nella Juve, uno score devastante. A prescindere dagli 8 gol stagionali e dalle prestazioni altalenanti in rossonero, reputo davvero Higuain uno dei top 10 attaccanti mondiali.

Passo indietro.
Simone Cristao, caporedattore di Radio Rossonera, era a Casa Milan fino a tarda notte quando uscì Leo con Nicolas Higuain, era all’hotel la sera dell’arrivo del Pipita. Ricordo gli scambi di whatsapp: “è arrivato un campione”.
Il pipita in forma splendida, sorridente, magro, asciutto. In presentazione, parole perfette: “Voglio ringraziare la società per il grande sforzo che ha fatto per portarmi qui, questo progetto mi ha motivato molto, a questo punto della mia carriera è una bellissima sfida per me e spero di ripagare tutta la fiducia che mi hanno dimostrato. Arrivo in una squadra con una storia immensa, quando mi hanno detto di venire qui per riportare il Milan dove merita è stato un motivo di orgoglio. Spero di fare al Milan grandissime cose perché è una società che merita di ritornare in alto. Leonardo lo conoscevo e ha inciso tanto nella mia decisione, mi ha convinto la sua onestà e la sua fiducia.”

L’esordio, i primi goal, le esultanze e poi la sfida con la Juve: da li il blackout, completo.
Mal di pancia, mugugni, le continue telefonate di Sarri, quella discussione col mister a Milanello fino alla pace definitiva sancita con l’abbraccio post Goal vittoria con la Spal.
Con quel boato di San Siro, quel gesto di scrollarsi di dosso tutto e poi?
E poi, di nuovo il baratro: “deve prendersi le sue responsabilità, deve pedalare. Non stare dietro alle voci,visto che stai qua, stai qua e fai”. Parole dure, durissime, che suonano come uno schiaffone. Giuste? Sbagliate? Non sta a me giudicarle, ma non tutti hanno apprezzato. Nemmeno il Pipita.
Detto questo, torno all’inizio di questo pezzo, non chiamiamolo Editoriale, che gli editoriali li scrivono quelli bravi, comunque ho aperto dicendo che non so come finirà questa storia. Gli spifferi sono tanti, ma i fatti al momento dicono che Higuain si allena a Milanello, sereno e sorridente. Il fratello a Londra ? Può essere, non lo so. Stanotte su Instagram si è “registrato” a Buenos Aires, ma all’aeroporto.

In moltissimi mi chiedete in Radio e sui social: “Pietro dicci qualcosa, ma Gonzalo cosa fa? Resta? Se ne va?”. Non lo so.

Personalmente sono combattuto, fatico a prendere una posizione: da un lato mi ripeto costantemente “ragazzi, è il Pipita, Gonzalo Higuain, non possiamo perderlo per nulla al mondo, facciamogli una carezza in più” poi ci rifletto a fondo e penso a quei due colori, quella maglia rossonera che forse e ripeto forse Gonzalo non ha ancora compreso cosa sia per davvero. Il Milan, signore e signori, uno dei club che ha vinto di più al mondo, la storia del calcio, una maglia che va onorata e rispettata e forse questo a Higuain andrebbe spiegato.

Ma proviamo a immaginare gli scenari:

Scenario 1
Higuain lascia il Milan.
L’uomo indicato per riportare il Milan in champions, abbandona il progetto dopo soli 4 mesi. Leonardo si ritrova, apparentemente bloccato dal FFP, a 20 giorni dalla fine del mercato, senza il suo bomber titolare e con l’obbligo di sostituirlo per puntare alla champions ma – forse – senza poter spendere e sapendo quindi di prendere un attaccante meno forte.

Scenario 2.
Higuain resta (controvoglia).
Il rischio è di trovarci un Higuain svogliato, nervoso, tipo quello degli ultimi 2 mesi. Ad ogni palla persa un “vaffa”, ad ogni gol sbagliato un muso lungo, ad ogni non vittoria un mugugno. Sareste pronti a sopportarlo?

Scenario 3.
Higuain resta (e con la testa giusta).
Purga la Juve a Gedda, ingrana, fa quello per cui è stato preso: una valanga di goal. E trascina il Milan in Champions.

Scenario 4.
Higuain resta controvoglia ma stringe un patto di ferro con Gattuso e il gruppo.
A giugno poi, sarà quel che sarà, ma visto il rapporto con mister e gruppo resta e collabora, trascinando la squadra con i suoi goal.

A voi la scelta, decidete su cosa scommettere ma concedetemi una nota a margine: se scenario 1 sarà, se – quindi – il giocatore simbolo (per svariate motivazioni, economiche, di prestigio, come nome, caratura) deciderà di mollare il colpo dopo soli 4 mesi , beh, signori abbiamo un problema e anche grave. E la proprietà vorrà delle risposte.

Al post mercato l’ardua sentenza.

PBP

Credits Photo: AcMilan

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Esclusiva, Nicola Pozzi: “Samp-Milan sfida aperta ad ogni risultato. Gattuso ricerca principi di gioco e ti difende fino alla morte”

Esclusiva, Nicola Pozzi: “Samp-Milan sfida aperta ad ogni risultato. Gattuso ricerca principi di gioco e ti difende fino alla morte”

ESCLUSIVA, NICOLA POZZI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex attaccante di Milan e Sampdoria, Nicola Pozzi; ora attaccante del San Donato Tavarnelle. Tra i temi trattati non poteva ovviamente mancare un parere sull’imminente sfida di Coppa Italia che sabato prossimo vedrà opposti rossoneri e blucerchiati. Qui di seguito, l’intervista completa:

Ciao Nicola, tu sei un doppio ex: sabato si trovano davanti Samp e Milan… partiamo dalla Samp, ti piace la squadra di Giampaolo? Guidata da un certo Quagliarella che non è più un ragazzino ma continua a segnare…

Quagliarella sta vivendo una seconda giovinezza e sta collezionando numeri importanti marcando una serie di reti consecutive con cui è entrato nella storia del club doriano. Fisicamente è sano ed il gioco di Giampaolo sicuramente gli sta giovando; un gioco derivato da un percorso di 3 anni fatto di tanti principi di gioco che non sono cambiati con i giocatori“.

Il nuovo Milan firmato Elliott, con Maldini, Leonardo e soprattutto Rino Gattuso: la strada giusta per tornare in alto?

Maldini da capitano ha scritto la storia del Milan. Quando a 17 anni arrivai dal Cesena al Milan mi misero in camera con lui, ebbi questa fortuna. Una persona squisita e della grande professionalità, quando sbagliavi qualcosa ti faceva capire tutto con uno sguardo. Sono molto contento di rivederlo al Milan perché a livello umano ha tantissimo da dare. Ho avuto la fortuna di conoscere anche Gattuso durante i miei mesi di apprendimento in maglia rossonera: un leader indiscusso che riusciva a trascinare tutti i compagni e che continuava a lavorare su di sé alla fine di ogni allenamento. Gattuso vive il calcio in maniera quasi maniacale“.

Il Milan di adesso rispecchia il carattere del proprio allenatore?

Il Gattuso allenatore ricerca concetti di calcio e gioco paradossalmente diversi dal tipo di giocatore che era lui, in qualità di mister ha fatto questo salto. A volte si pensa che le sue squadre debbano avere necessariamente le sue caratteristiche. Normale che abbia fatto un po’ di fatica al Milan perché il Milan di adesso non è un organico a livello di quello della Juventus per fare un esempio“.

Quanto è difficile per un attaccante quando la palla non entra?

Quel momento lì è un problema, inutile negarlo. Il lavoro dell’attaccante è quello di fare goal e quando non ci riesci girano un po’ le scatole. In quei momenti bisognerebbe stare tranquilli ma non è facile e probabilmente anche Gonzalo Higuain ha sofferto di questi momenti. Il Pipita negli ultimi 3 anni non è mai andato sotto i 20 goal stagionali e dunque non credo che sia solo un problema sui ma di 2 mesi in cui il Milan ha avuto tante defezioni e non ha potuto esprimere il suo solito gioco. L’abbraccio con Gattuso dopo il goal contro la Spal? Molto significativo! Gattuso è una persona che non abbandonava mai i compagni di squadra in difficoltà e da allenatore se sei con lui ti difende fino alla morte“.

La sfida di sabato? che partita ti aspetti?

“Sarà una bella sfida perché la Sampdoria proverà a giocarsi il passaggio del turno perché la Coppa Italia potrebbe essere un obiettivo; il Milan d’altro canto è chiamato a superare questo turno. Penso sia una gara aperta a qualsiasi risultato”.

Infine una curiosità, chi vinceva alla playstation tra te, Pirlo e Nesta?

A volte io, a volte loro (sorride, n.d.r.). Durante i ritiri spesso andavo in camera loro, era il classico momento dopo la cena. Per me era già emozionante poter giocare alla playstation con campioni come loro, ragazzi straordinari dentro e fuori dal campo che non ti lasciavano mai in disparte ma anzi ti chiamavano in causa“.

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Milan Primavera: era la squadra di Lupi, sarà quella di Federico Giunti

Milan Primavera: era la squadra di Lupi, sarà quella di Federico Giunti

MILAN PRIMAVERA – Era la squadra di Lupi, sarà quella di Federico Giunti. Si parte da qui, dal cambio di allenatore e dall’ultimo posto in classifica in concomitanza con la neopromossa Empoli. A 8 punti, frutto di due vittorie e due pareggi.

La squadra di Lupi era costruita sul 4-3-3 e sul 4-3-1-2, con ogni probabilità lo sarà pure quella di Giunti. Per due motivi: la rosa rossonera è piena di esterni e mezze punte e perché sono i moduli che il neo tecnico ha utilizzato nella sua breve carriera da pro, dopo 5 stagioni tra i dilettanti.

Per l’ex numero 21 rossonero (Campione d’Italia 1999 e marcatore nel indimenticabile 6-0) un anno alla guida della Maceratese in Lega Pro, unica squadra imbattuta contro il Venezia di Pippo Inzaghi che dominò quel campionato, e 13 partite a Perugia, prima dell’esonero dopo la pesante sconfitta con il Cesena (24/10/2017). La quinta di fila. Sono sette nelle ultime otto, invece per la Primavera rossonera, che spera di affidarsi all’Apostolo per mantenere la categoria. Si affida al suo gioco offensivo (circa 2 gol fatti di media dalle sue squadre) piuttosto che a quello difensivo (poco meno di 1.9 quelli subiti) con la consapevolezza che è davanti dove i rossoneri devono migliorare esponenzialmente (solo 15 gol segnati). Anche perché i numeri difensivi delle prime 13 partite (34 gol subiti, con un solo clean sheet) difficilmente potranno essere peggiorabili.

Si ripartirà, quindi, dalla difesa a quattro a difesa di Soncin, che manterrà il posto vista la preferenza di Plizzari di giocare in prestito piuttosto che scendere nuovamente di categoria. Una parte della linea la farà il mercato, in entrata e in uscita. Bellanova (squalificato per le prime due del girone di ritorno) e Abanda potrebbero essere la nuova coppia di terzini dalla grande spinta, ma ancora il classe 2000 francese non è arrivato dal Monaco e Raoul non ha trovato l’accordo per il rinnovo del contratto in scadenza a giugno. Nel caso in rampa di lancio Barazzetta come vice Bellanova a destra e uno tra Basani e Sergio Sanchez a sinistra. In mezzo a fianco di Ruggeri, la speranza è di ritrovare Tommaso Merletti che in stagione ha giocato giusto una mezz’ora. Infortunatosi a Palermo ha visto tutto il girone d’andata dalla tribuna, obbligando mister Lupi all’adattamento di Brescianini o di Torchio in mezzo alla difesa. Certezza che appare granitica anche quella relativa al centrocampo: sarà a 3. Torrasi, completamente recuperato, in cabina di regia e Sala sono stati tra le poche note positive dell’ultimo trimestre Lupi, insieme al tuttofare Brescianini. A meno di sorprese saranno loro tre a comporre il centrocampo rossonero. 4-3 e altri tre. Queste sembrano le certezze, chi saranno gli ultimi tre e come si schiereranno, probabilmente lo scopriremo di partita in partita. Le prestazioni fanno pensare ad un tridente composto da Capanni, Maldini e Tsadjout, ma per l’attaccante italocamerunense dipenderà tanto, se non tutto da cosa succederà in prima squadra. 8 presenze e 5 gol (un gol ogni 144′, capocannoniere rossonero) per Frank con i pari età e tante panchine con Rino Gattuso. Averlo a disposizione costantemente potrebbe essere una delle fortune del nuovo allenatore delle giovanili.

Non sarà però con gli 11 titolari che il Milan di Giunti dovrà costruire la sua salvezza, che al momento dista soli 4 punti. Toccherà ai Brambilla, ai Torchio, ai Barazzetta, ai Mionic, ai Tonin, ai Basani, agli Haidara rispondere presente quando verranno chiamati in causa. Sono le alternative che sono mancate e hanno deluso nei momenti di difficoltà. Era necessaria la svolta in panchina ed è arrivata. Adesso servirà mantenere vuota l’infermeria e, perché no, sperare in qualche aiuto anche dal mercato. Fare punti subito a partire dalla trasferta di Genova contro la Sampdoria e dalla partita in casa contro il Napoli è l’obiettivo rossonero. Per sistemare immediatamente la classifica e per mandare un segnale, senza dimenticare che a marzo arriverà anche il Torneo di Viareggio.
La squadra è giovane, l’allenatore anche, con o senza nuove aggiunte, questa gioventù andrà sfruttata al meglio. Perché non varrà i piani alti, ma l’ultimo posto è decisamente ingeneroso per questa rosa.

Mister Lupi non è riuscito a far rendere la sua rosa come ci si aspettava. Ora toccherà a Giunti farlo. Per il Milan e per se stesso. Un allenatore e una squadra in cerca di rilancio. Il Milan è convinto di aver scelto la giusta combinazione. Toccherà al campo, e alla panchina, dimostrarlo.

Credits Photo: A.C. Milan

Matteo Vismara

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Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di dicembre

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di dicembre

MILAN HIGHLIGHTS – Nuovo appuntamento con “Milan Highlights”, la rubrica di Radio Rossonera che ripercorre gli avvenimenti principali del mese appena conclusosi. Come al solito dedichiamo i nostri piccoli focus a: goal del mese, partita della svolta, l’eroe che non ti aspetti e la stella del mese.

Il goal del mese: CASTILLEJO VS SPAL

La rete migliore del mese di dicembre rossonero è sicuramente quella di Samu Castillejo, realizzata nell’ultimo turno contro la Spal a San Siro. L’esterno spagnolo anticipa con bravura Dickmann dopo un passaggio avventato di Costa e realizza una rete all’incrocio con un gran sinistro. Per il giocatore ex Villareal è la seconda marcatura in campo, dopo la rete realizzata contro il Sassuolo.

La partita della svolta: OLYMPIACOS -MILAN 3-1

La partita della svolta dal punto di vista negativo per l’ultimo mese milanista la indichiamo con la sconfitta per 3-1 contro l’Olympiacos in Europa League e la conseguente eliminazione dalla coppa. Dopo questa sconfitta in terra greca il Milan non realizza nessuna marcatura per tre partite di fila: pareggio a Bologna in una gara veramente sottotono, sconfitta in casa contro la Fiorentina e altro deludente pareggio in trasferta contro il Frosinone. Nell’ultimo turno arriva finalmente la vittoria in casa contro la Spal e torna a segnare il Pipita, nella speranza che dopo la sosta a gennaio si possa riprendere con un buon risultato già dalla partita di Coppa Italia contro la Sampdoria.

L’eroe che non ti aspetti: DONNARUMMA

L’eroe che non ti aspetti del dicembre rossonero va a Gianluigi Donnarumma: nell’ultima trasferta contro il Frosinone salva la squadra con grandi parate da una sconfitta che sarebbe stata clamorosa, si ripete a San Siro contro la Spal con una parata sensazionale su Fares. Gigio sta ora tornando veramente ad ottimi livelli.

La stella del mese: BAKAYOKO

Anche per il mese di dicembre il premio come stella del mese va a Bakayoko: prestazioni solide e di sostanza in mezzo al campo per l’ex Chelsea. E’ diventato indispensabile per la squadra. Anche quando la squadra non gira lui è sempre uno dei migliori in campo. A fine stagione va assolutamente riscattato.

Andrea Propato