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Esclusiva, Paolo Bertolucci: “Rosa del Milan nettamente migliorata. Credo nel lavoro di Gattuso”

Esclusiva, Paolo Bertolucci: “Rosa del Milan nettamente migliorata. Credo nel lavoro di Gattuso”

ESCLUSIVA, PAOLO BERTOLUCCI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad una delle leggende del tennis italiano, Paolo Bertolucci: grandissimo tifoso del Milan. Qui di seguito le sue dichiarazioni in vista del prossimo match di campionato, Milan-Roma:

Chi è il “Braccio d’oro” (questo il suo soprannome, n.d.r) del Milan, oggi?

Nel Milan attuale faccio fatica ad individuarlo, d’altronde sono nato e cresciuto con Rivera e ho avuto la fortuna di veder giocare in rossonero grandissimi campioni“.

Qual è il tuo milanista preferito?

Rivera è stato il mio primo amore calcistico ma sono profondamente legato a Paolo Maldini. Il ritorno di Paolo al Milan? Era un delitto tenerlo fuori“.

Quale partita della storia recente del Milan vivresti nuovamente conoscendo il risultato?

Bayern Monaco-Milan 0-2: Seedorf, Inzaghi“.

Chi è il miglior “calciatore tennista” che hai conosciuto?

Direi Oscar Damiani. Anche Maldini e Albertini se la cavano piuttosto bene. In generale, ci sono molti ex giocatori di calcio che si sono avvicinati al tennis“.

Il Milan è la stessa squadra dell’anno scorso più Higuain?

No! La rosa è sicuramente migliore rispetto a quella dell’anno scorso. Nella passata stagione inoltre la squadra, sotto la gestione Montella, era partita molla sia fisicamente che mentalmente; con l’arrivo di Gattuso c’è stata la sterzata. Ho molta fiducia nel lavoro del tecnico rossonero e comunque almeno fino a Natale non credo sia giusto dare giudizi. Aspettiamo e vediamo anche come si inseriscono i nuovi acquisti come Caldara, Bakayoko e Castillejo“.

Un allenatore può davvero cambiare drasticamente la vita di una squadra o di un atleta?

La cosa più importante per un allenatore, sia negli sport singoli che di squadra, è trovare la giusta chiave per entrare nell’anima dei giocatori. La bravura di un allenatore è anche quella di riuscire a non comportarsi alla stessa maniera con tutti. Ci sono giocatori che necessitano della voce grossa, altri con i quali bisogna adottare decisamente un altro approccio“.

Quanto è più difficile un secondo anno rispetto al primo?

Il secondo anno è sempre più difficile del primo perché rappresenta una sorta di prova del 9. Vero è che, nello specifico del Milan, Gattuso potrà contare su più alternative rispetto alla passata stagione“.

Cosa ti aspetti dalla partita di domani tra il Milan e la Roma?

La Roma è una squadra sicuramente forte e quella di domani sarà una partita importantissima specie per evitare di affrontare la sosta con uno zero in classifica; vincere significherebbe invece cancellare il brutto finale della sfida del San Paolo contro il Napoli“.

Quanto può fare la differenza Higuain?

Può sicuramente farla ma non vorrei che si parlasse di lui come il salvatore della patria, cosa che è accaduta nella passata stagione con Bonucci; a calcio si gioca in 11. Higuain può fare la differenza se viene messo nelle condizioni di poterla fare. Nel recente passato, penso a Bacca, il gioco del Milan non era all’altezza della punta: è chiaro che se il centravanti tocca 4 palloni in una partita non riesce a fare la differenza come potrebbe“.

Ti aspettavi qualcosa in più dal mercato del Milan?

No, perché la nuova società ha avuto talmente poco tempo che hanno fatto fin troppo. Milinkovic-Savic? Grandissimo giocatore ma obiettivamente trattare con Lotito significa trattare con cifre decisamente eccessive“.

Cosa ti aspetti da Elliott? Leonardo e Maldini sono comunque sinonimo di garanzia?

Sì, lo sono. Pensando ad Elliott dico che non potevamo che migliorare rispetto alla situazione precedente. È un fondo serio con persone abituate a trattare ad altissimo livello. Penso che la loro volontà sia quella di riportare il Milan in alto e poi magari venderlo per riprendere i soldi dell’investimento riuscendo a mettersi qualcosa nelle tasche“.

Infine, ti piace questo calcio moderno?

Il calcio è molto cambiato negli anni: probabilmente in Italia i Moratti ed i Berlusconi non ci saranno più. Si resta sempre legati ai grandi successi ed alle grandi famiglie ma questo discorso fondamentalmente oggi regge solo in Spagna. Qualche anno fa non avremmo mai immaginato Inter e Milan in mano ai cinesi e la Roma in mano agli americani ma così va il mondo del calcio oggi“.

 

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Esclusiva, Paolo Assogna (Sky Sport): “Cambio modulo per la Roma. Del Milan prenderei Suso”

Esclusiva, Paolo Assogna (Sky Sport): “Cambio modulo per la Roma. Del Milan prenderei Suso”

ESCLUSIVA, PAOLO ASSOGNA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera al giornalista di Sky Sport, Paolo Assogna in vista dell’imminente match di campionato tra Milan e Roma che andrà in scena domani sera a partire dalle ore 20.30 allo stadio San Siro. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Rispetto alla partita contro l’Atalanta, come cambierà la Roma che scenderà in campo domani sera a San Siro?

Cambierà sicuramente il sistema di gioco: sarà un 4-2-3-1 con un undici titolare abbastanza delineato ma con il ballottaggio Fazio-Marcano. Si dice che i moduli siano una serie di numeretti ma spesso determinano destino e prestazioni dei calciatori. Credo che il cambiamento di modulo dipenda dalla volontà di Di Francesco di trovare la giusta collocazione tattica a Pastore e inoltre dal voler rinforzare la mediana; tant’è che domani i giallorossi dovrebbero piazzare a centrocampo la diga De Rossi-Nzonzi. Contro l’Atalanta il tecnico giallorosso chiedeva a Pastore di stare largo ma il giocatore faceva fatica a tenere quella posizione di campo“.

Qual è l’umore dell’ambiente giallorosso?

Tranquillo nella misura in cui contro l’Atalanta non è arrivata la vittoria. Spesso si parla di Roma come una pizza particolare ma, a mio avviso, ciò è solo un luogo comune: Roma è una città che vive di calcio ed è comunque fisiologico che ci sia leggero nervosismo nel momento in cui arrivano prestazioni negative“.

Una Roma che avrà timore/rispetto del Milan?

Quando si incontra il Milan c’è sempre rispetto ma la Roma pensa di essere più avanti dei rossoneri in merito al progetto tecnico e crede pertanto che la vittoria possa essere raggiungibile, non facilmente ovviamente ma la convinzione generale è quella di poter riuscire a prendersi i 3 punti“.

Cosa potrebbe preoccupare la Roma del Milan di Gattuso?

Certamente le individualità: Suso, Higuain e Calhanoglu. Il Milan può contare su delle individualità che darebbero fastidio a qualsiasi squadra del mondo“.

C’è un giocatore del Milan che ti piacerebbe vedere nella Roma?

Se non ci fosse Dzeko, direi Higuain. Dico Suso allora: il suo modo di giocare sarebbe funzionale per tutte le squadre di Serie A“.

Infine, Kluivert giocherà titolare?

È in ballottaggio con El Shaarawy ma dovrebbe partire dalla panchina anche perché al momento sembra più un giocatore da ultimi 30 minuti in quanto è abituato a concentrare le proprie energie in pochi minuti“.

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Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

ESCLUSIVA, RICCARDO CUCCHI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad una delle voci storiche del calcio italiano: Riccardo Cucchi. Tantissimi i temi trattati: dall’imminente match di campionato tra Milan e Roma, alla nuova proprietà rossonera, passando anche a questioni legate alla comune passione per il calcio. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Sulla passione che ci accomuna, ovvero la radio: “La radio è un mezzo straordinario  perché è capace di unire tutte le diverse passioni calcistiche“.

Il Milan ha sfiorato il colpaccio al San Paolo contro il Napoli, cos’è mancato alla squadra rossonera?

Credo che il Milan abbia comunque dato segnali importanti, dei segnali relativi alla squadra che potrebbe diventare. Ci vuole pazienza ma è anche vero che i tifosi un po’ l’hanno persa considerate le grandi vittorie del passato. Anche Gattuso avrà bisogno di tempo per sviluppare le capacità tecniche della rosa a sua disposizione. Ai rossoneri probabilmente è mancata la mentalità di squadra ma arriverà col tempo“.

Gattuso è davvero l’uomo giusto per riportare il Milan in alto?

Faccio una premessa: ancora siamo al calcio d’agosto, il campionato finirà a maggio e tanti attuali equilibri potrebbero cambiare nelle prossime settimane. Detto ciò, Gattuso avrà sicuramente del lavoro da fare come inserire i nuovi giocatori nel proprio organico. Lo ammetto, sono di parte: adoro Gattuso per la sua storia, l’ho amato come calciatore sia della Nazionale che del Milan; è un ragazzo straordinario di grande umiltà e qualità umane. Diamogli tempo: bravi allenatori si diventa, non si nasce“.

Paolo Maldini è ritornato al Milan: saprà farsi valere anche da dirigente?

Lo scopriremo: non è detto che un bravo calciatore diventi anche un bravo dirigente ma Maldini, oltre alle qualità tecniche, ha sempre dimostrato grande intelligenza nel cogliere i significati importanti dei piccoli gesti. Lui, insieme con papà Cesare, hanno rappresentato e rappresentano il dna milanista. L’impressione sul suo ritorno è questa: un Maldini che negli ultimi anni ha girovagato sotto la casa paterna in attesa che qualcuno gli dicesse di entrare. È chiaro comunque che dovrà imparare a fare il dirigente ma sono convinto che lo farà nel migliore dei modi“.

Che idea ti sei fatto sulla precedente proprietà cinese e sulla nuova proprietà di Elliott?

Per fortuna è successo quello che è successo, ovvero l’ingresso di Elliott come nuovo proprietario del Milan. Reputo quello che è accaduto nei mesi precedenti come poco trasparente: il vero proprietario del Milan non era certo Yonghong Li che chissà come ha operato e per conto di che oltre che non avere le capacità manageriale e le risorse economiche per guidare un club come il Milan. Personalmente avevo parlato del possibile ingresso di Elliott come nuovo proprietario già nello scorso marzo e così è stato: sicuramente la soluzione migliore per il club perché garantisce sicurezza. Vero è che i risultati si ottengono sul campo ma è vero anche che per ottenerli serve una società competente alle spalle e che sappia mantenere i bilanci in ordine. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta e vorrei non succedessero più cose simili come le prese in giro nei riguardi dei tifosi rossoneri. Adesso è tempo che il Milan marci per la sua strada, una strada attraverso la quale è destinato a tornare grande“.

La nostra Radio sta portando avanti un progetto di azionariato diffuso. Questo nuovo calcio del “Risiko finanziario”le piace o no?

Il calcio italiano ha dimostrato la sua enorme fragilità da questo punto di vista: troppi i casi di fallimenti di club italiani importanti come Avellino, Cesena, Bari… La grande difficoltà del calcio italiano è legata ad un vizio di fondo, ovvero basarsi sui diritti tv come unica fonte di ricchezza; una sorta di gigante con i piedi d’argilla. In altri paesi come Inghilterra o Francia, i ricavi dei diritti tv rappresentano solo una parte del fatturato e non maggioritaria. Per quanto riguarda l’azionariato, penso che in Italia sia difficile cambiare direzione anche se ovviamente per giocare a pallone non si può certo fare a meno dei soldi. Credo che i tempi non siano ancora maturi per esperienze di azionariato come quelle, ad esempio, di Real Madrid e Barcellona. La cosa importante adesso è che nel calcio italiano ci sia trasparenza: da un’indagine della FIGC risulta che almeno 12 società non sono riconducibili ad una proprietà chiara. Ecco, la mancanza di trasparenza è una mancanza di rispetto verso i tifosi. Il calcio è un’industria ma non produce prodotti di consumo, produce passione; senza passione il giocattolo si rompe“.

Il calcio a volte è visto in maniera troppo “sacrale” dai tifosi. Lei che ne pensa?

Essendo un giornalista di vecchia generazione sono nato con la passione per il calcio calcio: l’unico grande rito domenicale secondo una citazione di un grande poeta sudamericano. Non mi meraviglierò mai di vedere tifosi che si imbarcano in viaggi lunghissimi soltanto per poter tifare la propria squadra nei 90′ di gioco e magari in una città lontana. La passione non mi meraviglia: non mi meraviglio nemmeno dell’arrabbiatura social riguardante la spartizione dei diritti tv e dunque il dover spendere cifre che a volte non sono alla portata di una famiglia italiana per poter vedere tutte le partite. Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti, però sono anche convinto che la passione debba essere sempre rispettata e spero che non sia più concesso ad avventurieri di produrre investimenti disastrosi“.

Venerdì sera è prevista una grande cornice di pubblico per Milan-Roma. Che partita si aspetta?

Bene così. Auspico un grande ritorno di pubblico negli stadi: meglio divani vuoti e tribune piene.Ho vissuto 40 anni dentro gli stadi per mia fortuna e so perfettamente cosa significa il calore che emana uno stadio pieno. L’adrenalina e le emozioni si trasferiscono sia in chi gioca e sia in chi racconta le partite. Milan e Roma sono due squadre che apprezzo moltissimo. entrambe secondo me sono uscite da  una campagna acquisti/cessioni che ha creato qualche malumore a Roma ed aspettative importanti per il Milan, specie considerato l’acquisto di Higuain. Sono due squadre in formazione: sia Di Francesco che Gattuso hanno dei problemi che però possono risolvere. Mi aspetto una partita apertissima e ho molto apprezzato la tendenza di queste prime due giornate di campionato nelle quali abbiamo assistito a rimonte e partite non definite che avvicinano il nostro campionato per filosofia al campionato inglese. Credo inoltre che Milan e Roma possano dar vita ad una gara ricca di goal“.

Qual è la partita più bella alla quale ha assistito?

Per mia fortuna ne ho viste molte di belle partite. Difficile ricordarsene una in particolare ma ho avuto la fortuna di raccontare la finale mondiale del 2006 tra Italia e Francia a Berlino: tutte le mie emozioni concentrate per una sola notte in una partita che sognavo da tempo e che mi ha permesso di pronunciare la frase “L’Italia è campione del mondo” prima di me solo 2 grandi radiocronisti  erano riusciti a farlo: Nicolò Carosio ed Enrico Ameri alla Radio e Nando Martellini in tv; due immensi telecronisti come Bruno Pizzul e Sandro Ciotti invece non sono riusciti a gridarlo. Altra partita che ricordo è stata la finale di Champions League tutta italiana del 2003 tra il Milan e la Juventus all’Old Trafford. La cosa straordinaria entrando in quello stadio è stata la possibilità di vedere una partita del genere insieme ad un pubblico inglese; sembra sia passato un secolo invece è successo poco tempo fa“.

Ultima domanda (di un nostro ascoltatore): il Cucchi di oggi cosa vorrebbe insegnare al Cucchi di ieri?

Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri e  di poter muovere i primi passi professionali cercando di rubare i segreti del mestiere ai grandi narratori del calcio come Enrico Ameri, Sandro Ciotti ed Alfredo Provenzali. Sono stato capace, credo,  di rubare pezzi di mestiere come si faceva nelle botteghe artigiane. Oggi credo sia cambiato molto il racconto del calcio ma ho sempre cercato di mantenere un filo conduttore cercando di adeguare il linguaggio ai tempi moderni. Quello che insegnerei ad un giovane Cucchi, parlando di radio, è di non staccare mai gli occhi dal racconto della partita. In tv sento colleghi giovani bravissimi ma i commenti ed i dati di contorno alla gara servono a poco: bisogna raccontare quello che si vede“.

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Napoli-Milan 3-2, pagelle: Bonaventura il migliore, male Biglia

Napoli-Milan 3-2, pagelle: Bonaventura il migliore, male Biglia

NAPOLI-MILAN 3-2, PAGELLE – I rossoneri di Gennaro Gattuso riescono nella doppia impresa di portarsi in vantaggio di due reti al San Paolo e di farsi rimontare uscendo virtualmente dal campo dopo il momentaneo 1-2 firmato Zielinski. L’impressione è che, come nella passata stagione, i problemi del Milan restino prettamente di natura mentale piuttosto che tecnica, tattica o fisica.

NAPOLI-MILAN 3-2, LE PAGELLE DELLA NOSTRA REDAZIONE:

DONNARUMMA 5 – Anno nuovo, stessi difetti: sul primo goal di Zielinski potrebbe fare qualcosa in più; sul secondo, l’errore di piazzamento e velocità d’esecuzione nel distendersi alla propria sinistra è evidente. STANDARD

CALABRIA 6 – Il goal non è un caso: ben sopra la sufficienza in fase offensiva; viceversa, in fase difensiva, fa spesso fatica a contenere Insigne. ALTALENA

ROMAGNOLI 6,5 – Finché il risultato resta favorevole alla squadra, Alessio è un muro. Col passare dei minuti, e dei goal avversari, sparisce un po’ dai radar pur non compiendo errori particolari. SOLIDO

MUSACCHIO 5 – Inizia bene ma l’errore che favorisce la prima rete dei partenopei è il preludio agli ultimi 30 minuti di pura sofferenza. FRAGILE

RODRIGUEZ 5,5 – Prestazione più che onesta in fase difensiva per il terzino svizzero, davanti però non riesce mai a rendersi incisivo. Prima Borini e poi Laxalt possono testimoniare. COMPITINO

BIGLIA 4,5 – Serata da dimenticare per il volante argentino: non solo il suo grave errore in fase di impostazione dà il là alla rimonta del Napoli, ma spesso si fa trovare assente nei momenti di difficoltà della squadra specie nella costruzione dal basso. BOCCIATO (dal 58′ BAKAYOKO 5 – Riesce nell’impresa di far rimpiangere Biglia ma a differenze dell’argentino ha il “merito” di non commettere errori decisivi. RIMANDATO A SETTEMBRE

BONAVENTURA 7 (il migliore) – Si dice che il problema del Milan sia la mezzala sinistra, potrà anche essere vero ma nel frattempo il buon Jack sfodera una prestazione ben al di sopra dei propri compagni di squadra. Oltre al bellissimo goal che sblocca la gara, per gran parte del primo tempo (sorprendentemente) agisce anche da regista basso. ONNIPRESENTE (dal 82′ CUTRONE s.v.)

KESSIÈ 6 – Prestazione senza infamia e senza lode per il centrocampista ivoriano. Sempre propositivo quando la palla scotta ma qualitativamente deve ancora crescere molto. AFFIDABILE

SUSO 6 – Il merito di entrare da protagonista nelle azioni di entrambe le marcature rossonere gli garantisce la sufficienza ma la prestazione di ieri è ben lontana dai suoi standard. PRECAMPIONATO

BORINI 6,5 – Senza dubbio uno dei migliori. Nel primo tempo regala l’assist del primo goal a Bonaventura e corre per tutta la fascia garantendo copertura e sfogo in ripartenza. Nella ripresa cala d’intensità e viene giustamente sostituito. PEPERINO (dal 72′ LAXALT 6 – Entra col piglio di chi ha capito cosa provare a fare nell’ultimo quarto d’ora di gara. Offre un buon pallone a Higuain e percorre la fascia avanti e indietro con la giusta intensità. CORRIDORE

HIGUAIN 6 – Assistito poco e male dal resto della squadra riesce comunque a contraddistinguersi per almeno un paio di giocate sopraffine con la palla tra i piedi. OASI 

GATTUSO 5 – Passi (ma mica tanto) l’atteggiamento da provinciale in casa del Napoli, ma ad indispettire maggiormente è il diktat autodistruttivo relativo al continuo palleggio dal basso oltre che la non perfetta (per usare un eufemismo) lettura della partita specie se confrontata a quella del maestro Ancelotti. ALLIEVO

NAPOLI-MILAN 3-2, LE PAGELLE DEI TIFOSI

DONNARUMMA 5,5; CALABRIA 5; MUSACCHIO 5,5; ROMAGNOLI 6,5; RODRIGUEZ 6; KESSIÈ 5; BIGLIA 4,5; BONAVENTURA 7; SUSO 5,5; HIGUAIN 6; BORINI 5,5; LAXALT 6; BAKAYOKO 5; CUTRONE S.V.; GATTUSO 5

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Filippo Galli: “Obiettivo Champions possibile per il Milan. Resto legato a questi colori”

Esclusiva, Filippo Galli: “Obiettivo Champions possibile per il Milan. Resto legato a questi colori”

ESCLUSIVA, FILIPPO GALLI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera allo storico ex difensore del Milan, Filippo Galli. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

È un Milan che sul mercato si è rafforzato abbastanza per tentare la qualificazione alla prossima Champions League?

“Sì, credo che il Milan abbia messo a disposizione di Gattuso una squadra che ha la possibilità di raggiungere quest’obiettivo. Dal mercato sono arrivati sia titolari importanti che riserve secondo le richieste fatte dallo staff tecnico rossonero. Credo che da questa sessione di mercato non si poteva pretendere di più anche se certamente Milinkovic-Savic sarebbe stato un grandissimo colpo ma certamente complicato anche per via del Fair Play Finanziario”.

Come valuti la decisione di Bonucci di voler tornare alla Juventus?

“Non saprei cosa dire: Bonucci ha preso la sua decisione ed il Milan al suo posto ha acquistato un giovane di grandi prospettive. Non voglio entrare nel merito della questione ma probabilmente Bonucci non era convinto della sua scelta e ha preferito tornare alla Juventus avendone l’opportunità”.

Donnarumma, Caldara, Romagnoli, Conti e Calabria: garanzia per il futuro rossonero dei prossimi 5/10 anni?

“Sì, credo infatti che la società si è mossa sul mercato proprio in quest’ottica”.

Gattuso è davvero l’uomo giusto per riportare il Milan dove siamo stati sempre abituati a vederlo?

“Saranno i risultati a valutare il lavoro dell’allenatore”.

Quanto sono importanti i ritorni di Leonardo e Maldini in questo nuovo Milan?

“Sono figure di riferimento sicuramente importanti per tutti i milanisti e sono sinonimo di garanzia. Leonardo ha grande esperienza in ambito dirigenziale; Paolo si troverà comunque a gestire un nuovo ruolo, dovrà fare esperienza ed imparare ma sulle sue competenze calcistiche non ci sono dubbi: Paolo come Franco (Baresi n.d.r.) è la storia del Milan”.

Dei nuovi giocatori acquistati sul mercato, chi ti incuriosisce maggiormente?

“Forse Castillejo: lo conosco poco e mi piacerebbe vederlo giocare perché mi dicono sia un giocatore molto talentuoso che sa far male negli ultimi metri. Potrebbe essere una valida alternativa a Suso”.

Quanta soddisfazione c’è nel vedere così tanti giovani rossoneri che si stanno imponendo nel calcio professionistico?

“Tanta. Il tutto è frutto di un lavoro attento e scrupoloso che abbiamo fatto in questi anni: sono molto orgoglioso di ciò e di aver fatto questo percorso”.

C’è un giovane in particolare sul quale scommetteresti?

“I nomi sono tanti e farne uno in particolare è difficile oltre che un po’ scomodo. Posso però dire che Locatelli non ha ancora mostrato tutte le sue qualità e potrebbe diventare una sorpresa di questa stagione. In prima squadra ha comunque fatto buone cose ma magari grazie all’esperienza al Sassuolo potrà diventare il giocatore che noi addetti ai lavori ci aspettavamo”.

Quale potrebbe essere il tuo futuro professionale?

“Non so quale sarà il mio futuro. Il mio contratto con il Milan è scaduto lo scorso 30 giugno. Ho sentito Leonardo che però mi ha detto di non potermi garantire un futuro in rossonero e dunque mi sto guardando un po’ attorno. Certo, mi è dispiaciuto interrompere il progetto delle giovanili ma ho compreso la scelta: il mio cuore resta comunque legato al Milan”.

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“A New Milan”: Bravo Leonardo!

“A New Milan”: Bravo Leonardo!

“A new Milan” questa è lo slogan del nuovo sponsor tecnico rossonero Puma, che tra l’altro – concedetemelo – è riuscito nella missione di creare una delle maglie più belle degli ultimi anni, la prima.
Un nuovo Milan che nasce, che riparte e lo fa dal nuovo presidente Scaroni (presente ad entrambe le conferenze stampa, sia quella di presentazione di Leo che di Higuain e Caldara) e dall’eleganza di Leonardo, nuovo direttore dell’area tecnica.

Un Leo che da la sensazione di essere totalmente a suo agio e che cala già il primo “bluff”: “Morata? Higuain? No, non credo che siano colpi fattibili ora..” o qualcosa del genere, questo disse con sguardo serio durante la sua prima conferenza. E poi? Il resto è storia, oggi era seduto affianco a Caldara e proprio a quel Gonzalo Higuain “infattibile”, giustificandosi con un sereno “durante la prima conferenza era infattibile, poi son cambiate le cose…è il mercato..”.
Certo, è il mercato, è vero. E leonardo ha gestito la prima trattativa da dirigente rossonero in maniera esemplare:
– Volete Bonucci? Ci date Caldara.
– Caldara con Recompra? Nemmeno per sogno.
– Higuain? Sì, ma dobbiamo rispettare il FFP, troviamo la quadra.

Ed eccoli qua, al Milan arrivano tra tifosi in festa, Caldara e Higuain.
Uno dei top difensori italiani dei prossimi 5/10 anni (perlomeno così considerato dall’opinione pubblica quando stava arrivando in Italia, vedremo ora..) e poi uno dei 10 top bomber in Europa.
Ma il mercato rossonero non è finito qui: una cosa è chiara, prima di “sognare” bisogna vendere.
L’ulteriore cambiamento che mi ha colpito durante la conferenza odierna è il messaggio che si è voluto mandare. Recupero  dei valori che hanno reso il Milan grande, lo si percepiva da molte parole (studiate, se ne accorgono i più attenti) utilizzate, dalle frasi sulla “grandezza e importanza” di questi colori e di questo club pronunciate sia da Leonardo che da Higuain (Vedi “La dimensione che ha il la capisci quando sei dentro” ad esempio). Ah, concedetemelo, l’argentino mi è sembrato già leader, carico a molle e con una voglia di rivalsa senza pari.

Capitolo Cessioni
A quanto sappiamo è un Leonardo costantemente al telefono, lavora per sfoltire la rosa, per portare a casa un tesoretto e per continuare a rinforzare il Milan in maniera importante. Oggi, è stato ufficializzato Gustavo Gomez dal Palmeiras, prestito con obbligo, ma non solo.
Tanti altri i partenti: ancora da capire in difesa la situazione di Antonelli, nella lista dei partenti. A centrocampo, dopo essere stato lasciato a casa dalla tournee americana, in partenza c’è Riccardo Montolivo:  in un paio di telefonate di Leo al suo entourage è stato ribadito che è considerato “fuori dal progetto” e che si dovrà trovare una soluzione/squadra. Soluzione che non escludiamo possa essere anche la rescissione, ma ovviamente il Milan preferirebbe una cessione (leggero interesse di qualche club italiano, tra cui Bologna, ma pesa lo stipendio.. e anche all’estero).
In partenza a centrocampo anche Jose Mauri (contatti col Parma e non solo), mentre davanti nella lista dei possibili partenti sono in 3:  Bacca, Kalinic e Andre Silva.
Se per i primi due è veramente complicato pensare ad un futuro in rossonero (ripresi i contatti con l’atletico per Kalinic, direzione Villareal per Bacca), per il giovane portoghese ci potrebbe essere un meeting (con lui presente) con Jorge Mendes per valutare il da farsi: estimatori per il ragazzo, ce ne sono, ma resta anche una piccola speranza di rivederlo in rossonero. Il Milan non vorrebbe “perderci”, ci sarebbe anche la curiosità di provare a rilanciare il ragazzo (che da “ragazzo intelligente, ha capito” e ha lasciato 9 a Gonzalo Higuain, dopo una telefonata di Leonardo), ma di fronte ad un’offerta congrua i rossoneri lo lascerebbero andare. Deciderà il mercato.

Parola d’ordine: rinforzare

Leonardo lo sa, la squadra va rinforzata e pensa già in grande.
Un esterno e un centrocampista “consistente”, bisogna alzare il livello e si cercherà di farlo.
“Il Milan sul mercato deve avere obiettivi come Higuain…poi magari non si possono realizzare, ma questi devono essere i nostri obiettivi” queste le sue parole in conferenza.
Per l’esterno ci sono diversi obiettivi: parecchi i contatti con l’entourage di Bernard, ex Shaktar a parametro, ma le richieste molto alte di commissione degli agenti non sono piaciute. Pista che si potrebbe riaprire, ma gli occhi di Leo sono anche per altri. Si cerca un buon colpo in rapporto qualità/prezzo, in molti mi hanno chiesto di Lozano e posso dire che il suo “fascicolo” è finito sul tavolo di Leonardo dopo una lunga telefonata, ma nel caso sarebbero da comprendere i costi dell’operazione che potrebbero ostacolare il tutto. Leo comunquue ha molti nomi in mente, anche qualcuno a sorpresa, ma qui l’idea è di non esagerare a livello economico.
E il centrocampista?
Facciamo chiarezza: mi è stato detto solo che si cerca un giocatore “consistente”. Dietro a questa parola c’è un mondo. La verità è che nella testa di Leo c’è la voglia di prendere un centrocampista importante ed europeo, dinamico, fisico e con piedi buoni.
Tra le informazioni che ho ricevuto, c’è anche quella di una possibile missione fuori da Milano nei prossimi giorni, non so se fuori dall’Italia o fuori dall’Europa.
In molti parlano di Milinkovic-Savic, ma i costi sono probitivi, possiamo dire che è vero che piace a Leonardo ma che Lotito chiedere una valanga di soldi e questo rende l’operazione quasi impossibile.  Noi, non ce la sentiamo ancora di fare il toto-nomi, è un compito complicato e poco produttivo per ora, possiamo dire che ci son stati contatti sia con il Real Madrid che con lo sceicco del Psg, la logica porterebbe a pensare a Kovacic (possibile partente) e a Rabiot (che potrebbe andare in scadenza), ma chissà. Le vie del mercato sono infinite e l’idea di replicare un’operazione alla Higuain, con un acquisto mascherato da prestito, piace molto, moltissimo e consente anche di pensare in grande, molto in grande. Magari si sogna, ma infondo come dico sempre “sognare è gratis” e chissà che non possa spuntare qualche sorpresa.
Ultimi aneddoti: in questi giorni Leonardo ha ricevuto valanghe di telefonate di agenti ma anche di giocatori, che si sono interessati sia ad un possibile “ritorno” al Milan, sia ad un possibile primo approdo. Ci stiamo lavorando, stiamo indagando, ma la missione di Leo è chiara: riportare il Milan in alto, come valori e come forza sul campo e non.
Ah, a porposito: settimana prossima a Milano ci sarà Gordon Singer, per conoscere da vicino squadra, allenatore, dirigenti…e chissà.

PBP