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Cessione Milan: dal comunicato di Commisso al cambio di advisor di Li. La partita non è finita

Cessione Milan: dal comunicato di Commisso al cambio di advisor di Li. La partita non è finita

CESSIONE MILAN: DAL COMUNICATO DI COMMISSO AL CAMBIO DI ADVISOR DI LI – E siamo al quarto stop, ma questa volta Mr. Commisso non ci sta. Un comunicato chiaro, diretto, sincero. “Malgrado gli sforzi e le speranze di Mr. Commisso di giungere presto ad un accordo, appare chiaro che l’attuale proprietario non abbia intenzione di concludere l’accordo tempestivamente e in termini accettabili“.

Parole che rimbombano nella serata milanese, dopo una giornata di silenzio e quiete che faceva – forse – presagire l’imminente tempesta. Quando le parti sembravano vicine ecco l’ennesimo intoppo e Rocco Commisso esce allo scoperto con un comunicato studiato ad hoc con Auro Palomba e Community Group.

Chiusura definitiva o strategia aggressiva per mettere ulteriore pressione all’attuale proprietario del Milan e metterlo spalle al muro? Questo lo sapremo, si dice che la notte porti consiglio, ma qui tra fusi orari Nyc – Milano – China, non sappiamo bene dove sia giorno e dove sia calato il sole. La sensazione è che la trattativa non sia chiusa (forse) e che Commisso abbia rilanciato con forza il pallone nel campo di Li che ora dovrà prendere delle decisioni, visto che il tempo stringe e il fondo Elliott attende sornione.

Qualcosa però si muove, il presidente cinese ha delegittimato il suo advisor della trattativa, l’avvocato Agostinelli (Colui che insieme a Fassone porto il fondo Elliott nel momento cruciale della trattativa di acquisizione del Milan…) ed al suo posto ecco uno studio con sede sia a New York che ad Hong Kong: White And Case.

Cosa vuol dire questo? Lo scopriremo, la sensazione è che però si possa tornare al tavolo delle trattative, ma sappiamo anche che al momento Li Yonghong sarebbe tutt’altro che spaventato o preoccupato, anzi avrebbe i 32 milioni e sarebbe pronto ad andare avanti ancora.

Ormai è una partita di poker, purtroppo sulla pelle di chi non lo merita, il Milan ed i suoi tifosi, ora però tra fold e bluff, forse è arrivato il momento di fare “Vedo”.

PBP

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Milan, Commisso prova l’accelerazione: trattativa con Li riaperta. C’è il via libera di Elliott

Milan, Commisso prova l’accelerazione: trattativa con Li riaperta. C’è il via libera di Elliott

MILAN, COMMISSO PROVA L’ACCELERAZIONE – Come vi avevamo anticipato ieri sera, le trattative tra Commisso e Yonghong Li , dopo la “mossa” dello “stop”, hanno ritrovato il “go”.

Infatti, ieri emissari dell’attuale presidente del Milan hanno ripreso i contatti con Goldman Sachs e con Rocco Commisso, per riaprire una trattativa che agli occhi di molti sembrava chiusa. Nelle ultime ore si sono intensificati i contatti tra Li e l’italo americano, il presidente cinese ha dato l’ok a risedersi al tavolo e proprio mentre in Italia il Milan prepara l’acquisto di Halilovic, dall’altra parte del mondo Rocco Commisso prova l’accelerazione.

La ripartenza della trattativa lascerebbe pensare che l’offerta vecchia sia stata modificata (copertura debiti, iniettare denaro nelle casse del Milan e 30% a Li), la novità che abbiamo appreso è che, a differenza di quanto si diceva, ci sarebbe anche il “via libera” e l’ok del fondo Elliott che sarebbe soddisfatto dell’eventuale passaggio di mano. Va chiarito che non stiamo parlando di una cessione “immediata”, ma di un’eventuale firma di una lettera di intenti:praticamente un preliminare vincolante, con possibili penali.

Rocco Commisso non cambierebbe l’attuale management, ma non escludiamo che possa inserire qualche suo uomo all’interno dei quadri dirigenziali, la certezza è che fa sul serio e Yonghong Li starebbe iniziando a vacillare, anche se abbiamo ormai imparato bene che non si può assolutamente dare nulla per scontato.

PBP

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APA Milan: la lettera dei piccoli azionisti a seguito della sentenza Uefa

APA Milan: la lettera dei piccoli azionisti a seguito della sentenza Uefa

APA MILAN, LETTERA PICCOLI AZIONISTI – Edoardo Barone  e Giuseppe La Scala  sono, rispettivamente, Presidente e Vice Presidente dell’ Associazione Piccoli Azionisti del Milan.

Il secondo è anche Presidente di “Milanisti 1899”, l’ associazione di circa 1100 supporter rossoneri che ha promosso “Radio Rossonera” e che, dopo avere sottoscritto circa 50.000 azioni della società, ha iniziato ad assegnarle ai propri aderenti, lanciando la prima campagna di azionariato diffuso del Milan.

Essi hanno congiuntamente dichiarato:

“Anche se la sentenza dell’ UEFA – che ha comminato al Milan una sanzione sproporzionata rispetto ai suoi precedenti – ha punito il Club per le violazioni alle norme sul pareggio di bilancio compiute dalla precedente gestione Berlusconi – Galliani, è ovvio che la situazione pretende comunque, e in tempi brevissimi, un definitivo chiarimento dell’ assetto proprietario.

Già alcune settimane fa i Piccoli Azionisti del Milan indirizzarono al Socio di Maggioranza una lettera aperta – rimasta inopinatamente senza risposta – nella quale gli chiedevano o di assicurare la sua capacità, finanziaria e progettuale, di guidare la società, ovvero di farsi da parte, passando la mano.

Oggi che la sanzione UEFA – anche nella sperata ipotesi che essa sia “alleggerita” dal TAS – obbliga i vertici societari a fare i conti con una programmazione sportiva ed economica ancora più accurata e, comunque, di medio/lungo periodo, i Piccoli Azionisti rinnovano per l’ ultima volta il loro appello.

O la Rossoneri Sport Investment Lux dimostra inequivocabilmente e definitivamente di poter garantire:

  • il rifinanziamento dei debiti contratti dal Milan e scadenti nel prossimo ottobre;
  • il rifinanziamento dei debiti propri, a garanzia dei quali ha costituito in pegno il proprio pacchetto delle azioni sociali, e in difetto del quale si aprirebbe una nuova stagione di insopportabile incertezza sull’ assetto proprietario;
  • un progetto imprenditoriale chiaro e sostenibile, con un orizzonte temporale adeguato all’ effettivo e stabile rilancio del Club nella elite del calcio mondiale;

oppure noi ci auguriamo che l’ Azionista di Maggioranza, dimostrando il proprio senso di responsabilità e l’ avere a cuore gli interessi dei supporter rossoneri – che sono i veri proprietari del Club e i cui sentimenti e passioni devono essere tenuti nella massima considerazione – concluda al più presto le trattative per la cessione della propria partecipazione e consenta il trasferimento del controllo a chi possa garantire al Milan il futuro che esso e i suoi tifosi si meritano”

Edoardo Barone

Giuseppe La Scala

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Milan-Li: la mossa di Commisso, l’azzardo del presidente, la strategia. E i Ricketts?

Milan-Li: la mossa di Commisso, l’azzardo del presidente, la strategia. E i Ricketts?

MILAN-LI: È diventata una partita a scacchi, esatto, è proprio così. Da brividi pensare che venga giocata sulla pelle del Milan, ma è la realtà dei fatti.

La situazione è questa. Rocco Commisso dopo giorni di trattativa, mette sul tavolo la sua offerta finaleYonghong Li ringrazia e si alza dal tavolo. Assurdo? Certamente, ma anche reale. Credo però che ogni notizia, ogni spiffero, ogni situazione vada affrontata e studiata con estrema lucidità e logica, solo così ci si può fare un quadro veritiero della situazione.

La notizia mi giunge in nottata, come un mattone. Dura da metabolizzare, perché già mettevo in conto quali sarebbero state le reazioni, ma il compito è di raccontare la verità: per la seconda volta dall’inizio della trattativa, Mr Li si alza dal tavolo al momento di firmare la lettera di intenti. Grande stupore e disappunto da parte di Mr. Commisso, che è convinto di essere in grado di poter risollevare il Milan forte di un patrimonio importante e di una conoscenza del mondo del calcio, inoltre la convinzione dell’americano è che il risultato a Nyon, con lui in carica, sarebbe stato differente.

Tra l’altro l’offerta consentiva a Yonghong Li di restare in minoranza (si parla di un 20/30%) ed avrebbe iniettato nelle casse del club 150 milioni per gestione e mercato. Inoltre l’offerta prevedeva il pagamento del debito e ovviamente negli intenti dell’italo-americano c’era anche il nuovo stadio. E invece Yonghong Li si tira indietro, l’offerta non lo soddisfa e continua a rischiare. La risposta di Commisso? Stop alle trattative.

Parliamoci chiaro, è molto probabilmente una mossa strategica quella dell’americano per poter mettere pressione a mister Li anche in vista della sentenza Uefa, ma la situazione è complicata e soprattutto è una partita che si gioca sulla pelle rossonera.

Da ambienti vicini a Li Yonghong invece, la notizia è una: i 32 milioni ci sono. Certo, non li ho visti, chiaro, ma la notizia è questa. Perché non li ha messi subito? Potrebbe aver voluto dimostrare la famosa “continuità aziendale“, qualcosa del tipo “vedi? non metto i soldi, ma la macchina va avanti lo stesso”. Forte di questi 32 milioni, pronto a versarli nelle casse di Eliott, il presidente cinese affronta di petto ogni trattativa, senza paura. Come un vero giocatore di poker, lasciando il dubbio a tutti se stia bluffando o se abbia in mano realmente qualcosa.

E i Ricketts? Attendono, preparano l’eventuale contromossa e sarebbero pronti a fare un’offerta. Ricordiamo che sono gli unici ad essersi esposti  e che – probabilmente – potrebbero sapere fin dove l’offerta di Commisso possa spingersi (I 500 mln destinati alla NASL..?). Si vocifera anche che siano presenti loro emissari a Milano, ma non ho conferme di ciò. Intanto, la trattativa con Commisso viene definita “Saltata”, tutto va preso con le pinze, come già detto molto probabilmente è una mossa per fare pressione e la palla viene ributtata nel campo di Li, ma il tempo stringe, la situazione non è bella e serve una soluzione per il bene del Milan. Ecco, forse questo è quello che in troppi si stanno dimenticando completamente: il bene del MILAN!

PBP

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Milan, il nuovo socio e la lotte di potere

Milan, il nuovo socio e la lotte di potere

Welcome to…Ac Milan.
Inutile girarci intorno, la sensazione è che questa volta siamo davvero arrivati ad un punto di svolta.
Dopo giorni di rumors, chiacchiere, ipotesi ora sembrerebbe iniziare a a delinearsi un quadro che va via via definendosi sempre di più, ma senza ancora far scoprire il soggetto ritratto.

STOP.
Ecco, il pezzo che avevo iniziato a scrivere era così, come leggete poco sopra.
Poi è bastato un attimo, per dover cambiare di nuovo tutto.
Ma cerchiamo di ricostruire la giornata:
le notizie in mio possesso ieri mattina, dopo aver confrontato non certo una singola fonte, mi dicevano con certezza che a Nyon il Milan non sarebbe andato da solo, ma con emissari del nuovo socio.  Al primo giro resto di sasso, alla seconda conferma diventa quasi certezza, lo comunico.
Verso il primo pomeriggio, mi arrivano ulteriori conferme sull’adviser che è GoldmanSachs, ma solo nel ruolo di adviser, ne finanziatore, ne in equity: altra notizia.
Ero sereno, aspettavo nuovi sviluppi e poi?
E poi la “frenata”.

Assurdo? Io sbianco, inizio ad attaccarmi al telefono.
Cerco di capire, indagare.
“Il presidente valuta, prende tempo, non si arrende.”
Sarà, come sempre in questa storia, fotofinish.

LOTTA DI POTERE
Non mi viene altra parola per descrivere quello che sta succedendo.
Tre correnti:  Marco Fassone, GoldmanSachs e gli eventuali nuovi soci da un lato, Yonghong Li ed eventuali vecchi amici dall’altro, con sullo sfondo del quadro il fondo Elliott.
Esatto, non sorprendetevi ma è proprio così.
Li Yonghong prende tempo e vuole arrivare fino all’ultimo, strappare le migliori condizioni (e valutare possibili altre offerte) nel caso, ma la verità è che alimenta la speranza di trovare aiuti dalla Cina e ricevere i 32 milioni che dovrà versare da qui a fine giugno per tornare in pieno comando. Dall’altro lato da Goldmansachs filtra il nervosismo dei potenziali nuovi soci che iniziano a diventare insofferenti ai tira e molla di Li, in ultimo resta Elliott.
Lo sappiamo, il fondo di Paul Singer è in attesa, appostato che aspetta il susseguirsi degli eventi ma già pronto, anzi prontissimo a subentrare, con il “tifo” di qualcuno del Cda rossonero.
La situazione è questa ora, ma sicuramente in evoluzione, con il presidente LI che si gioca le sue carte fino in fondo e va avanti per la sua strada, da solo.
Oggi ci sarà il Cda e sarà caldo, per il momento possiamo solamente attendere il susseguirsi degli eventi.

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Milan China: introiti, incontri e trattative tra presente e futuro

Milan China: introiti, incontri e trattative tra presente e futuro

MILAN-CHINA – Purtroppo, per ora, Milan China non ha portato i risultati sperati. I circa 30 milioni di euro di introiti previsti sono diventati 5 al massimo, decisamente poca roba. La burocrazia è stato il primo grande ostacolo per lo sviluppo della company, infatti per la sola creazione della società e del team di lavoro ci sono voluti mesi.

COS’ È MILAN CHINA E COME È STATA COSTRUITA

Innanzitutto, Milan China opera tramite la holding “Rossoneri Sport Development Pechino LTD” con sede proprio nella capitale della Repubblica Cinese (indirizzo: distretto Chaoyang, Beijiing, East Third Ring Road, Building 34 e capitale sociale 350k).


Non tutti sanno che Milan China è una company interamente di proprietà dell’AC Milan, come lo sono Milan Real Estate e Milan Entertainment e che il rappresentante legale e D.G. è David Han Li.

Nell’organigramma societario troviamo il responsabile commerciale dell’ AC Milan Lorenzo Giorgetti, Marco Fassone, l’avvocato Cappelli (Studio Gop) e Zhang Wei, avvocato e collaboratore del presidente Li Yonghong. Per ora Milan China ha siglato partnership con V Win e con Alpenwater oltre ad un accordo chiuso con la China Next Generation, fondazione per lo sviluppo dello sport nelle scuole della Cina.

INCONTRI, TRATTATIVE E COOPERAZIONI

Qualche mese addietro c’è stato un incontro tra alcuni rappresentanti della Rossoneri Pechino Sport ed il sindaco (e segretario del partito) del distretto di Wuhou della provincia del Sichuan. Si sarebbe discusso di nuove prospettive di sviluppo, della possibile espansione del marchio Milan China e di nuovi investimenti.

Nel mese di maggio c’è stato un appuntamento tra i dirigenti di Milan China, capeggiati dal direttore generale Zhang Wei ed una delegazione guidata dal presidente della Mixi Lake Investment (www.csmxh.com), società fondata nel 2009 a controllo statale; oggetto dell’incontro, la ricerca di un accordo di cooperazione per la costruzione di nuove strutture sportive.

Sempre nel mese scorso Milan China sigla la partnership con la squadra cinese del Guizhou Hengfeng, club che milita (per ora con poca fortuna) nella massima serie cinese. La partnership è stata voluta fortemente dal presidente Li Yonghong e dalla presidentessa Ms Wen Xiaoting, figlia del presidente della società Guizhou Zhicheng Enterprise GRoup Invevestment co. Ltd, che abbiamo conosciuto durante la conferenza stampa di presentazione del progetto avvenuta presso Casa Milan.

E il futuro di Milan China? Magari qualcosa bolle in pentola per le prossime settimane e noi – nel caso – saremo in prima linea per raccontarvelo.

Aggiornamento delle ore 20:11 – Altra piccola curiosità per quel che riguarda Milan China: abbiamo scoperto che Marcus Kam non è più il Chief Executive Officer di Milan China da dicembre 2017.

PBP & SALVATORE LIUZZO

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Calciomercato Milan, il sogno Morata e non solo: le mosse di Mirabelli in attesa dell’UEFA

Calciomercato Milan, il sogno Morata e non solo: le mosse di Mirabelli in attesa dell’UEFA

CALCIOMERCATO MILAN, IL SOGNO MORATA E NON SOLO – Nell’attesa del verdetto Uefa il Milan lavora assiduamente alle sue strategie di mercato. Bisogna farsi trovare pronti e preparati nonostante le notizie che arriveranno da Nyon, per questo il telefonino di Massimiliano Mirabelli è un continuo susseguirsi di messaggi e telefonate, ma non solo perché il ds rossonero è andato a visionare da vicino giocatori (Depay in Italia-Olanda) e proprio a Torino in quei giorni ha fatto incontri (tra poco ve ne parliamo).

2022 VOLTE ROMAGNOLI

Nonostante il fuggi-fuggi tanto atteso, il Milan mette il primo tassello per il futuro: Alessio Romagnoli rinnova fino al 2022. L’annuncio arriva a sorpresa, con una diretta Facebook che trasmette il museo Mondo Milan fino all’arrivo del 13 rossonero, accompagnato da Mirabelli e Fassone e proprio quest’ultimo prende parola con un messaggio chiaro: “In un momento difficile come questo siamo qui per annunciare che Alessio rimarrà con noi per 4 anni“. Pietra tombale sulle (già remote) possibilità della Juventus di portare via Romagnoli da Milano e messaggio per tutti: qui nessuno smobilita, con o senza Europa.

LA PUNTA

Il Milan punta al colpo grosso per l’attacco, la sensazione è che l’investimento importante possa essere proprio quello per il centravanti: in questo momento a quanto ci risulta Mirabelli (dopo l’ennesimo meeting con Gattuso e una cena a Corigliano Calabro, un paio di settimane fa…) ha messo nel mirino una vecchia fiamma, Alvaro Morata. È lo spagnolo il primo della lista per il ruolo di attaccante rossonero. Sai che novità direte voi e allora facciamo qualcosa di più, vi raccontiamo un episodio: il mio braccio destro per quanto riguarda il mercato Fausto Marziano mi chiama e quando lo fa è sempre perché ha una bomba in caldo. “Pietro, Morata è il vero obiettivo per l’attacco” chiosa Fausto, premessa: l’ultima volta che mi aveva parlato di una trattativa con questa sicurezza, era quando – appena nominato dalla Sino Europe Massimiliano Mirabelli, con il Closing non ancora avvenuto – mi disse che l’obiettivo sarebbe stato Pierre Aubameyang, si ok non è andata bene alla fine, ma tutti sappiamo che il Milan ha provato a chiudere per il gabonese fino all’ultimo.

Torniamo ad oggi, anzi a qualche giorno fa, Quello che ancora non sapete e che vi raccontiamo in esclusiva è che ci sarebbe stato un incontro a Torino, in grandissimo segreto, tra Mirabelli e  Alvaro Morata. Il direttore sportivo ha voluto parlare direttamente col ragazzo per capire l’eventuale volontà, il ragazzo gli ha comunicato il gradimento per la maglia rossonera (e anche che forse avrebbe dovuto accettare già lo scorso anno..) con o senza Europa League. Tutto facile? Per nulla, i problemi sono economici: il Chelsea è un osso duro, ha pagato lo spagnolo 80 milioni di euro, non noccioline e non è chiaro ancora quanto sia disposto a scendere di prezzo, il Milan ovviamente non ha budget illimitato ma Mirabelli è intenzionato a provare a portare Alvaro a Milano, operazione non facile ma al momento tutt’altro che impossibile. Se non dovesse essere lui, attenzione ancora alla situazione Dzeko, in calo le quotazioni di Belotti e Immobile al momento, ma occhio al jolly Falcao: anzi, secondo qualche voce non confermata al momento, nella giornata di ieri sarebbe stato avvistato nei pressi di Casa Milan. Allucinazioni o realtà? 

DEPAY

L’olandese piace tanto a Gattuso e a Mirabelli, ma al momento il focus dei rossoneri è sulla grande punta da portare a Milano. Nonostante questo, i colloqui con l’entourage dell’olandese e col ragazzo ci sono stati, non è complicato convincere lui quanto trattare con il Lione, da sempre bottega cara che al momento non sembra disposto a discostarsi da una richiesta di circa 40 milioni di euro, fuori portata in caso di grande spesa per l’attaccante (precedenza al momento).

La volontà è comunque quella di rinforzare il Milan nella giusta maniera, con i 3 acquisti promessi, una mezz’ala, un esterno e una punta. Magari per giocare l’Europa League, guadagnata sul campo, perché anche da quella dipenderà il peso degli acquisti del Milan. E questa volta, non bisogna illudere i tifosi, perché la differenza tra un grande nome e un attaccante funzionale, ti può costare più di quanto risparmi.

PBP

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Milan-Uefa: la memoria difensiva, la strategia e il bilancio a -65

Milan-Uefa: la memoria difensiva, la strategia e il bilancio a -65

MILAN-UEFA: BILANCIO A – 65 MILIONI E AFFAIRE “MILAN CHINA”

Come abbiamo anticipato ieri, trapelano altre interessanti novità sulla vicenda Milan/UEFA/Europa League. Innanzitutto, l’udienza avanti la “Camera Giudicante” è fissata per il 19 giugno, non più per il 7, e la sentenza dovrebbe quindi essere emessa qualche giorno dopo. Ciò per poter valutare al meglio sia la memoria difensiva presentata dalla società (e redatta dall’Avvocato Roberto Cappelli (GOP) e da uno dei padri del FFP, il professor Umberto Lago), sia quanto sarà spiegato in occasione dell’udienza del 19 ad eventuale integrazione di essa e in risposta alle eventuali richieste di chiarimento della Corte.

Parliamo di un fascicolo di circa una trentina di pagine, un dossier che la società ritiene “forte e completo. Anche i difensori si dicono fiduciosi, perché fondato sull’evidente miglioramento (non solo prospettico, ma già in parte verificatosi) dei conti del Milan, che prevede di chiudere il bilancio 2017/2018 con un passivo di 65 milioni di euro, e non a – 85 come era stato invece previsto dal budget illustrato dall’AD rossonero Marco Fassone sin dall’Assemblea del novembre 2017. Il dato appare particolarmente positivo anche in considerazione del fatto che tra i ricavi figura solo una piccola parte di quei 35 milioni di Euro che il Milan contava di realizzare in questo esercizio grazie all’attività di Milan China, ma la partenza dell’iniziativa – in grave ritardo per mal valutate difficoltà burocratiche – ha depresso oltre ogni misura questa fonte di fatturato. Un problema? Certamente. Ma anche la controprova che – come spiegano Cappelli e Lago nella loro memoria – l’apporto di Milan China non è al momento decisivo per il miglioramento dei conti rossoneri.

L’ UEFA aveva infatti negato il Settlement Agreement, sostenendo che la previsione per Milan China era eccessivamente ottimistica (quantomeno nei tempi di realizzazione dei benefici attesi). Ma il Milan aveva presentato sin da allora una c.d. “sensitivity analysis” (e cioè un’analisi di scenari comparati) che dimostrava come anche abbattendo del 75% i ricavi sperati, i conti sociali poteva registrare una evidente inversione di tendenza al c.d. “margine operativo lordo” (e cioè il risultato dovuto all’attività caratteristica di una società e non influenzato, ad esempio, dagli ammortamenti su un parco giocatori molto accresciuto, che appesantisce il deficit del Milan), annullando o riducendo significativamente l’apporto di nuova “cassa”. Ma l’UEFA aveva bellamente ignorato questo stress test, ora confermato anche da quanto effettivamente accaduto.

Lo stesso era accaduto quanto ai dubbi sulla continuità aziendale: il provvedimento di diniego del S.A. citava sì le osservazioni di sindaci e revisori, ma “censurava” inspiegabilmente le valutazioni finali degli organi di controllo che superavano ogni dubbio al riguardo, anche in considerazione delle dichiarazioni fatte in proposito da Elliot, principale creditore. Come già detto nel pezzo scritto su queste pagine (e su quelle di Tuttosport), queste sono solo alcune delle stranezze contenute nel famoso dispositivo consegnato dall’UEFA, tra cui ricordiamo il particolare suggerimento di escludere il Milan dall’Europa, dato dalla camera di investigazione a quella giudicante.

STABILITÀ DELL’ASSETTO PROPRIETARIO

Ovviamente nella memoria si è trattato anche il tema dell’assetto della proprietà, e della sua stabilità. Il Milan, a questo riguardo, ricorda come all’Inter sia stato correttamente concesso il Seattlement Agreement, senza richiedere alcuna garanzia al riguardo, tanto che dopo soli 6 mesi la società ha cambiato padrone, senza che ciò – giustamente – abbia causato alcuna rimostranza da parte dell’UEFA. Peraltro, come gli esperti di economia aziendale sanno, la stabilità di tale assetto non è affatto un valore assoluto (basti pensare ai vantaggi per gli azionisti della cosiddetta “contendibilità) e, in ogni caso, è ovvio che esso non dice un bel nulla sulla bontà dei conti di una società. E sono essi a dover contare nelle valutazioni dell’UEFA, non le caratteristiche “giuridico-antropologiche” della proprietà, ovvero la sua (più o meno dichiarata) intenzione di mantenere il controllo almeno per un lungo periodo di tempo. Insomma: il Milan ha lavorato con cura a questo ricorso, e i suoi difensori sono fiduciosi, se la decisione sarà presa conformemente alle regole.

Ma vi è anche qualche preoccupazione: si temono scelte “politiche” più che giuridico-economiche; si teme in particolare che il trattamento riservato alla società rossonera sia utilizzato come monito da indirizzare, ed esempio, al PSG, per dimostrare che la Federazione Europea non esita a punire pesantemente una società con un blasone importante come quello milanista. Inoltre, altra curiosità interessante, non tutti forse sanno che nella camera giudicante c’è un ex dirigente OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), organo da sempre in prima linea nella lotta contro i paradisi fiscali e fondi offshore. E potrebbe quindi esserci anche il tema di una professionale diffidenza verso una proprietà che ha fatto arrivare ingenti somme da Hong Kong e da giurisdizioni caraibiche in modo spesse poco trasparente (anche se ciò è pratica diffusissima nelle transazioni con società finanziarie e non solo dell’estremo oriente).

Per concludere: la memoria difensiva consegnata ha firme importanti e di peso (Cappelli-Lago).
La palla è ora nel campo dell’UEFA, della quale si teme il desiderio di prendere “provvedimenti esemplari”, anche se di taglio assai diverso da quello usato fin qui, in casi simili e talvolta anche meno virtuosi. Ovviamente, da qui a immaginare il Milan già nell’urna ne passa; diciamo che in casa Milan sono fiduciosi di avere fatto tutto il possibile ma in ogni caso “molto cauti”. Nel caso, comunque, sarà #RoadToLosanne.

NEWS PROPRIETARIE

Nel mentre, da una parte c’è il fondo Elliott che viene definito “caldo”, dall’altra c’è la parte cinese che dopo una missione in gran segreto in Italia (appuntamenti per Holding, Uefa e partners), sembra giocare una sorta di partita a scacchi con  Li Yonghong che fa di tutto per non mollare il colpo e restare in pista.

Resta viva l’idea di un socio di minoranza: si tratta di una possibilità concreta e sul tavolo di Li ci sono diverse opzioniIntanto i soldi dell’ ultima tranche del penultimo aumento di capitale, quella da 10 milioni di euro per capirci, sono arrivati lunedì (e disponibili da martedì, per ragioni collegate al sistema swift di trasferimento fondi tra banche non corrispondenti) e ora tocca attendere fine mese per gli altri 30 milioni dell’ ultimo aumento di capitale che è stato “tirato” qualche giorno faSe dovessero arrivare anche questi ultimi quattrini si tratterebbe di un importante prova di forza del presidente Lidiversamente il fondo americano sarebbe pronto ad entrare in gioco, come si paventa dall’inizio di questa storia infinita. MilanElliott?

PBP