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Lettera aperta dell’APA al presidente Li Yonghong

Lettera aperta dell’APA al presidente Li Yonghong

LETTERA APERTA
DELL’ASSOCIAZIONE PICCOLI AZIONISTI DI A.C. MILAN
AL PRESIDENTE LI YONGHONG

Milano, 28 maggio 2018

 

Egregio Presidente,

 

i Piccoli Azionisti dell’A.C. Milan cercano di assolvere nel Club una funzione speciale: portare all’interno degli Organi Sociali l’attenzione, i sentimenti, le speranze e le preoccupazioni dei supporter più avveduti.
Essere, insomma, i portavoce dei “veri proprietari” del Milan.

Già lo scorso anno, mentre le operazioni per la cessione del pacchetto di maggioranza della Società avanzavano a stento, e ciò lasciava il Milan nell’incertezza sul suo futuro, indirizzammo una lettera aperta a Lei e alla Fininvest, invitandovi a concludere in tempi brevi, o a interrompere definitivamente, un processo troppo lungo, che danneggiava innanzitutto il nostro Club e frustrava le aspettative dei tifosi di rivedere il Milan tornare presto ai vertici del calcio.

Avvenuto infine il passaggio di proprietà, abbiamo sostenuto con fiducia i primi passi del nuovo management che si è confrontato senza remore su un progetto economico e sportivo che ci è sembrato trasparente e convincente.

Le inevitabili difficoltà nella sua attuazione sono state però enfatizzate, sin da subito, dalle incertezze sulle disponibilità economico-finanziarie dell’azionista di maggioranza. E dalla perdurante incertezza sul rifinanziamento del debito della Sua holding, contratto per saldare il prezzo dell’acquisizione, a garanzia del quale è stato dato in pegno al fondo Elliot l’intero pacchetto azionario di controllo dell’A.C. Milan.

E’ peraltro evidente che tale incertezza si ripercuota inevitabilmente sul credito del quale gode la Società, debitrice dello stesso fondo in modo tanto intersecato con il credito concesso all’azionista di maggioranza, da rendere sostanzialmente impossibile che le due posizioni – per quanto concettualmente distinte – possano essere definite separatamente.

Tale situazione è oggi aggravata dalle decisioni che l’UEFA ha già assunto – e rischia di assumere ancora – con riguardo alle violazioni delle regole del Financial Fair Play che il Club ha compiuto prima della cessione.

Sappiamo perfettamente che l’atteggiamento del UEFA è stato severo oltre ogni effettiva norma e oltre ogni suo precedente: confidiamo dunque che le difese della Società possano evitare in sede giurisdizionale sanzioni ingiuste e sproporzionate.
E dobbiamo anche dare atto che la Sua holding ha finora regolarmente provveduto a sostenere finanziariamente la Società; e ciò in termini rilevanti.

Tuttavia, ci preme sottolineare che l’incertezza sul rifinanziamento del debito contratto con Elliot – se anche non fosse stata subito rilevata dal UEFA, a torto o a ragione, come elemento decisivo per negare il richiesto Settlement Agreement – è comunque un nodo da sciogliere entro brevissimo tempo.

Pena, diversamente, una crisi della governance societaria, il sostanziale annullamento dei miglioramenti del conto economico già registrati dalla nostra Società, giuste le anticipazioni rilasciate dall’AD Marco Fassone sul significativo incremento dell’EBITDA dell’esercizio in corso, e dell’effettivo quanto inespresso valore di un parco giocatori coraggiosamente rinnovato (ancorché da migliorare ancora).

Il tempo è purtroppo scaduto, Signor Presidente.
UEFA o no, i supporter del Milan hanno bisogno di sapere immediatamente se la Sua holding è in grado sia di rifinanziare senza ulteriori esitazioni il debito con il fondo Elliot, come richiedono le circostanze, sia di sostenere ancora il rilancio economico-sportivo del nostro Club, poiché, sebbene i conti della Società dovranno giungere presto al definitivo equilibrio, anche nell’esercizio 2018/2019 appaiono indispensabili ulteriori iniezioni di liquidità.

Noi abbiamo riposto fiducia nel nuovo corso e abbiamo verificato la grande disponibilità al confronto, mai registrata prima, da parte del nuovo management.
Ma ora è alla Proprietà, è a Lei che spetta di compiere quegli atti responsabili non più procrastinabili.

Se la Sua holding è in grado di rifinanziare immediatamente il credito concessole dal fondo Elliot e di smentire, nei fatti, l’UEFA quanto alla effettiva stabilità e consistenza dell’assetto proprietario del Milan, ci aspettiamo – subito – dichiarazioni e atti conseguenti.
Non c’è più tempo da perdere.

Se invece questa possibilità manca, non vi è altra strada che quella di farsi da parte e di imboccare senza indugio la strada più diretta per cedere la partecipazione ad un nuovo socio di maggioranza, in grado di essere il nuovo custode del patrimonio di storia e passione che la nostra Società rappresenta per milioni di persone in Italia e nel Mondo e di rilanciarla verso quei traguardi dai quali è stata per troppo tempo lontana.

Non vi è una terza via.
Non sarà possibile temporeggiare ancora, mentre la pazienza e il credito dei tifosi viene meno, giorno dopo giorno, e il Milan rischia conseguenze gravi per il suo futuro, che pregiudicherebbero tutto gli sforzi fin qui compiuti per riportare il Club dove merita.

Ci attendiamo un pronto riscontro, in difetto del quale crediamo sia necessario un confronto formale in Assemblea dei Soci, attesi gli inevitabili e diretti riflessi delle scelte della Sua holding sugli interessi e il patrimonio dell’A.C. Milan.

I nostri migliori saluti.

Edoardo Barone (Presidente di APA Milan)
Giuseppe La Scala (Vice Presidente di APA Milan)

 

 

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Milan, scontro FIFA-UEFA dietro il no sul FFP

Milan, scontro FIFA-UEFA dietro il no sul FFP

MILAN, SCONTRO FIFA-UEFA DIETRO IL NO SUL FFP
Dietro il possibile no alla partecipazione alla prossima Europa League ci sarebbe un grande gioco di potere. I rossoneri vittima predestinata?

Sono le 19 circa, sul display del mio telefonino compare il prefisso 041, è Svizzero, Zurigo: la telefonata che aspettavo.
La persona all’altro capo del telefono è un fiume in piena e io prendo diligentemente appunti: “E’ uno scontro FIFA-UEFA e il Milan è la vittima ideale per mandare un messaggio agli altri club che strizzano l’occhio alla FIFA..” e pensare che tutto era partito da un approfondimento sul nuovo mondiale per club ed invece siamo finiti a parlare di questa battaglia che sta coinvolgendo di riflesso anche il Milan e le sue grane di FFP ed europee.
Ecco, proprio quell’Europa che il club di Via Aldo Rossi rischia di vedere sfumare a metà giugno, ma cerchiamo di andare per step.

LA MEMORIA DIFENSIVA DEL MILAN e IL DISPOSITIVO UEFA
Al Milan – nonostante il poco tempo a disposizione, circa una decina di giorni – si lavora giorno e notte alla memoria difensiva da presentare all’Uefa entro il 31 con un team di esperti di FFP e professionisti stranieri di diritto sportivo coordinato dall’ Avv. Cappelli.
L’udienza sarà il 7 giugno e poi – probabilmente dopo qualche giorno – arriverà la decisione, ma quello che molti non sanno è che la richiesta (o il suggerimento..) fatta dalla camera di investigazione (quella che ha rinviato il Milan a giudizio, negando il settlement) a quella giudicante è ben precisa: escludere il Milan dall’Europa. Questa è una prima anomalia, essendoci già un regolamento sulle sanzioni, la camera investigativa non dovrebbe dare questo tipo di “suggerimenti”, ma tant’è.
Specifichiamo però che “storicamente”  la camera giudicante è organo che vanta una certa indipendenza, restio a farsi dettare la linea da tenere e quindi potrebbe tranquillamente rovesciare la raccomandazione della camera d’investigazione ammettendo i rossoneri in Europa.
Il Milan è pronto a giocarsi le sue carte, fiducioso di poter ottener quantomeno un ascolto imparziale e senza pregiudizi. (“A meno che Ceferin non abbia imposto il suo potere anche li..” aggiunge la mia fonte)
Dalla mia lunga telefonata emerge che il dispositivo Uefa (molto più approfondito ed esplicativo, rispetto allo scarno comunicato uscito sul sito) ricevuto dal Milan è un provvedimento scritto in modo assolutamente parziale, che rappresenta la situazione dei rossoneri in termini decisamente e oggettivamente travisati.

“Si coglie in maniera esplicita la volontà di andare oltre il FFP, di punire il Milan oltre misura, sarebbe stato giusto accordare il Settlement Agreement, una multa sarebbe stata comprensibile, al massimo una limitazione della rosa come all’Inter, l’esclusione dalle coppe è solo un provvedimento punitivo…”  mi confidano al telefono.

La seconda anomalia è che nel documento redatto dalla camera investigativa vengono riportarti solo stralci di relazioni di amministratori, sindaci, società di revisione che accennano al rischio del venire meno della (famosa) continuità aziendale, salvo poi omettere tutte le considerazioni che escludono questo tipo di rischio e le sensitivity che provano che il piano del club reggeva.
Il Milan quindi non si arrende, continua a lavorarci e in caso di eventuale decisione di esclusione dalle coppe è pronto ad impugnare il provvedimento al Tas a Losanna.

Quindi ancora con questa teoria che il Milan è vittima perché è brutto e cattivo?
No, innanzitutto Li Yonghong deve assolutamente decidere cosa fare da grande, se accelerare per il rifinanziamento (ed il management attuale sta facendo pressione sulla parte cinese) o valutare il passaggio di mano del club.
Il tempo però inizia a stringere, entro fine giugno potremmo avere un quadro più chiaro della situazione, visto che il presidente Li è chiamato a versare l’ultima parte di aumento di capitale (30 milioni) e nel caso venisse meno interverrebbe Elliott, causando l’ennesimo (e forse decisivo..) scossone.

UEFA VS FIFA  (Ceferin vs Infantino)
Qui la voce del mio interlocutore si fa leggermente “alterata”: “E’ una guerra tra due realtà, la UEFA vuole il controllo del calcio europeo e di tutte le competizioni…”
Non è facile, ma provo a spiegarvi nella maniera più chiara possibile.
Siamo davanti ad un vero e proprio conflitto che vede la FIFA promuovere il mondiale per club e l’UEFA prendere questa competizione come un’iniziativa volta a mettere in secondo piano le proprie.
Ceferin non è assolutamente entusiasta dell’attivismo della FIFA su questo fronte e con sponda del presidente dell’Eca e della Juventus Andrea Agnelli (le sue parole “Infantino dovrebbe chiedersi quale è il ruolo della Fifa” non sono un caso) sta spingendo “contro” il mondiale per club, cercando di imporre la propria giurisdizione sul calcio europeo senza tollerare alcuna invasione di campo altrui.
E quale miglior occasione per l’UEFA per mandare un messaggio ai grandi club che strizzano l’occhio alla FIFA , se non quella di sfruttare la debolezza politica del Milan, dimostrando di poterlo “tritare” nonostante nome e blasone? (proprio quel blasone che gli consente di entrare nel mondiale per club..).
Doppia funzionalità: capro espiatorio di un certo livello e messaggio intimidatorio ad altri club, qualcosa del tipo: “Fai i tornei con la FIFA? E io ti sanziono..”

IL FUTURO E UNO SGUARDO A STELLE E STRISCE
La lotta è politica, lo abbiamo capito, detto e ripetuto, ma ciò che preoccupa i supporter rossoneri è il futuro del club.
Come detto poco sopra, più il tempo passa e più il gong rischia di suonare per la proprietà cinese, con Elliott pronto a escutere il pegno e a prendere possesso del club.
Cosa farà poi il fondo di Paul Singer?
Negli ultimi giorni abbiamo letto di un potenziale interesse di Stephen Ross (amico tra l’altro di Sal Galatioto, le cui ultime mete sono state California, Irlanda e rientro a New York e non Italia come era trapelato), numero uno dei Miami Dolphin con un patrimonio di circa 7,6 miliardi di dollari, da nostre verifiche un’interesse c’è stato ma risale a qualche mese addietro, al momento gli imprenditori americani interessati (più di uno…) stanno alla finestra, monitorano la situazione e attendono l’evoluzione e l’eventuale passaggio a Elliott per poi palesarsi.

Are you ready?

PBP